Francesco Gabbani presenta l’album ”Volevamo essere felici”

Il cantautore presenta il suo nuovo album in uscita venerdì 22 aprile

Sono passati 5 anni dal tardo inverno e dalla primavera in cui Francesco Gabbani, con “Occidentali’s karma”, vinse (a sorpresa) il Festival di Sanremo e volò a Kyiv per partecipare a Eurovision Song Contest, in quel caso da favorito. “Ho ricordi di una città bella, solare, pensavo che ci sarei tornato volentieri. Fare il paragone con le immagini oggi… mi sento disarmato di fronte a tutto questo: possiamo fare poco se non dichiararci apertamente pacifisti”, spiega Gabbani, presentando il nuovo album alla stampa, in uscita venerdì 22.

Volevamo essere felici

Il quinto album del cantautore toscano, arriva  a due anni da “Viceversa”, presentato al Sanremo pre-pandemia.

Tra guerra e post-covid: quello odierno è un mondo completamente diverso, ma in cui si continua a cercare una strada per stare bene: “Volevamo essere felici”, recita il titolo. “Non ho la presunzione di definire la felicità in quanto tale”, ha spiegato Gabbani questa mattina raccontando l’album alla stampa. “Voglio esprimere il fatto che la ricerca della felicità è una costante che accomuna tutti, determina le strade che percorriamo e le scelte che facciamo. In generale essere felici è qualcosa di riconducibile a un senso di appagamento, ma è anche qualcosa che va oltre la logica, è estremamente personale. Quello che io posso dire è che io la cerco nelle piccole cose, nell’attimo: ho sempre una versione orientaleggiante della felicità. Ho scelto di pensare che che felicità è qualcosa da vivere, non da aspettare”.
“Questo album è una raccolta di canzoni che rappresenta chi sono in questo momento, e sono il frutto di quello che abbiamo vissuto in questi due anni”, continua. “C’è un approccio maggiore all’analisi interiore: il disco precedente era focalizzato sul rapporto con gli altri, questo è un disco più di introspezioni psicologica. C’è sempre il mio stile ironico e leggero all’apparenza, ma questa volta la bilancia pende di più verso la mia parte intimista”.

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