HACKER CINESI CERCANO DI RUBARE I SEGRETI DEL VACCINO COVID

Oltre ad additare la Cina per le sue responsabilità nella diffusione del coronavirus a partire da un laboratorio di Wuhan, ora gli Usa accusano Pechino di avere in corso un’operazione di spionaggio sui vaccini. La Cina, sostengono Fbi Dipartimento di Sicurezza, starebbe tentando di rubare agli Stati Uniti i risultati delle ricerche su un potenziale vaccino contro il coronavirus. Secondo quanto riporta il New York Times, Washington è pronta a diffondere una “nota di avvertimento” ufficiale nei confronti di Pechino.

Il quotidiano newyorkese evidenzia quanto è emerso: hackers e agenti cinesi, “non solo a livello cybernetico ma materialmente”, starebbero cercando di impossessarsi dei risultati delle ricerche avviate nei laboratori federali e nei centri universitari americani.

La decisione di formulare accuse specifiche contro la Cina, secondo il quotidiano di New York, rientrerebbe in un più largo piano di contrasto allo spionaggio di Pechino e che vede impegnati da due anni il Cyber Command degli Stati Uniti e la National Security Agency, su richiesta del presidente Donald Trump. 

Secondo l’accusa degli Stati uniti, non solo la Cina ma oltre una dozzina di paesi ha in questi ultimi mesi riorganizzato i servizi militari e di intellligence utilizzando gli hacker e gli agenti specializzati per raccogliere tutte le informazioni possibili sulle risposte al virus nei diversi paesi. Anche la Corea del Sud e il Vietnam, secondo l’inchiesta del quotidiano Usa, avrebbero reindirizzato le proprie risorse su questo obiettivo.

Il NYT cita una bozza dell’imminente “nota di avvertimento”, in via di pubblicazione, secondo cui la Cina sta cercando “preziosi dati sulla proprietà intellettuale e sulla salute pubblica,  attraverso mezzi illeciti, riguardo a vaccini, trattamenti e test“.

“La lunga storia di cattivi comportamenti nel cyberspazio da parte della Cina è ben documentata – ha detto Christopher Krebs, direttore della Cybersecurity e dell”Agenzia per la sicurezza delle infrastrutture, citato nell’articolo del quotidiano – quindi non dovrebbe sorprendere nessuno che stiano cercando informazioni presso le organizzazioni  coinvolte nella risposta alla pandemia di Covid-19. Difenderemo i nostri interessi in modo aggressivo”. 

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