I 26 ANNI DI PULP FICTION

Sono già passati 26 anni.
Il 28 ottobre 1994 le sale italiane ospitavano per la prima volta il film vincitore della Palma d’oro a Cannes, vietandolo ai minori di 18 anni!
C’è qualcuno di voi che lo vide al cinema?

A me mancavano pochi mesi ai 18 eppure riuscii a entrare lo stesso.
Ricorderò a vita che per mesi – fino a quando non uscì la VHS – non seppi cosa si dicono Vincent e Jules in macchina per i 2 minuti successivi “alla buca” presa che tanto bene non fa al povero Marvin: la sala dove mi trovavo esplose a ridere incontrollabilmente!

Del film, che dire…
È il film che ha sconvolto la Hollywood dei buoni sentimenti e dei Forrest Gump (che però agli Oscar ancora tenne botta), il film che ha ribaltato i canoni e ha spostato i limiti, il film che tutti conoscono anche se non l’hanno visto, il film che è amato da così tante persone che quasi vien voglia di fare gli snob e dire che non piace per differenziarsi, il film che è stato universalmente adottato dal web cinefilo, il film che ha portato aria fresca nella sceneggiatura americana, che ha dissacrato un genere e ne ha praticamente inventato un altro, che ha rimesso al centro i personaggi caratterizzando al millimetro anche quelli che si vedono per pochi secondi…

Il film che ha creato migliaia di epigoni convinti che era possibile fare la stessa cosa, che ha fatto e continua a far credere a centinaia di milioni di persone che sia possibile fare del Cinema soltanto guardando tanti film perché tanto lo ha fatto Quentin Tarantino, quindi possono farcela tutti.
Certo, come no.

Pulp Fiction è diventato in fretta molto più di un film e si è trasformato in un oggetto pop, dando vita a mode, musiche, tagli di capelli, modi di dire, personaggi e comportamenti che credo siano difficilmente percepibili per coloro che non l’hanno visto ai tempi: c’è una quantità tale di roba che arriva da lì e nella quale siamo immersi ancora oggi dopo 26 anni che potrebbe dare una strana sensazione di déjà-vu.

Quando invece tutta quella roba è nata lì, nel 1994.
In un film carico di amore per la Storia e per la Tecnica del Cinema, scritto da un ex commesso di videoteca divenuto sceneggiatore, che dopo i primi successi, i primi soldi e dopo il primo film da regista se ne andò ad Amsterdam per scrivere quello che avrebbe voluto dirigere come secondo.

E che quando ad appena 31 anni vinse con Pulp Fiction la Palma d’oro a Cannes per il Miglior Film, poco prima di iniziare il suo discorso di ringraziamento per il premio ricevuto si girò verso una giornalista francese che stava urlando la sua indignazione per quella vittoria.

E le fece il terzo dito, ridendole in faccia.
Sul palco di Cannes.
Pulp, e Fiction.

Fonte Cinefacts

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