I DUE MATTEO VICINI VICINI IL GRANDE INCIUCIO

Foto Roberto Monaldo / LaPresse 15-10-2019 Roma Politica Trasmissione tv "Porta a Porta" Nella foto Matteo Salvini, Bruno Vespa, Matteo Renzi Photo Roberto Monaldo / LaPresse 15-10-2019 Rome (Italy) Tv program "Porta a Porta" In the pic Matteo Salvini, Bruno Vespa, Matteo Renzi

Dopo l’astensione di Italia Viva dal voto della Giunta per le immunità del Senato sull’autorizzazione a procedere per l’ex ministro dell’Interno Salvini sul Caso Open Arms e l’assegnazione della commissione Covid-19 in Lombardia a Iv con i voti del centrodestra, c’è chi ha ipotizzato un accordo tra Salvini e Renzi che ha bollato come impossibile un avvicinamento tra le due situazioni.

Proprio in merito al presunto accordo Salvini-Renzi, Giorgia Meloni ha dichiarato a ‘Radio 24’: “Non credo e spero che non ci sia un accordo. Non credo Salvini abbia interessi a farloRenzi è distante anni luce da noi, non è affidabile e non ha grande consenso fra i cittadini. Non lo troverei ragionevole ma penso Salvini sia consapevole che il suo campo sia quello del centrodestra”.

A proposito della data per il prossimo ELECTION DAY la leader di Fratelli d’Italia ha detto: “Spero si voti almeno il 27 settembre, il 20 sarebbe assolutamente una forzatura. Penso che la maggioranza stia cercando di capire come fa a favorirsi ma un governo normale non dovrebbe farlo”.

In un intervento pubblicato sul ‘Corriere della Sera’, la Meloni è poi tornata a parlare di Recovery Fund e Mes: “Non esiste solo l’Unione Europea tra le possibili istituzioni che potrebbero rendersi utili. Tra l’altro la Ue si sta dimostrando ancora una volta vittima degli egoismi di taluni. Le decisioni tardano ad arrivare, non sappiamo per quanto tempo la Bce garantirà il suo supporto, non conosciamo ancora come il Recovery fund sarà approvato dalla Ue, ancora di meno sappiamo sulle condizioni di restituzione di un eventuale prestito da parte del Mes”.

La leader di Fratelli d’Italia ha indicato la strada alternativa al Mes dei fondi del Fmi. “Siamo dunque alla mercé dell’asse francotedesco? Non necessariamente. L’Italia è una grande Nazione che oltre a essere membro fondatore delle istituzioni europee, è parte del più ampio sistema multilaterale centrato, nel campo della cooperazione macroeconomica internazionale, sul Fondo monetario internazionale”.

La Meloni ha spiegato: “Attraverso il Fmi, i suoi 189 Stati membri possono creare nuovi Diritti speciali di prelievo, sarebbe a dire attività di riserva internazionali introdotte nel 1969 per generare liquidità internazionale. Non sono un prestito del Fmi, di quelli che attiva la Troika”.

La leader di Fdi ha sottolineato: “L’emissione di Dsp non costa nulla, non è soggetta ad alcuna condizionalità e ciascuno Stato membro ne beneficia in ragione della propria quota nel capitale dell’ istituzione. Nell’arco degli anni il Fmi ha emesso circa 250 miliardi di euro in Dsp, la maggior parte dei quali per fronteggiare gli effetti della crisi finanziaria internazionale del 2007-2009”.

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