I GRILLINI ABBATTONO L’ULTIMO TABÙ ORA SI PUÒ DIALOGARE ANCHE CON BERLUSCONI

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Lo “psiconano” non fa più paura. Ne è passato di tempo da quando Beppe Grillo definiva così, durante show e comizi, Silvio Berlusconi. Oggi molti, fra i 5S di governo, sono pronti ad accettare la “collaborazione” di Forza Italia nell’elaborazione di una manovra “di guerra”. Luigi Di Maio, nell’intervista di oggi a Repubblica,  ha detto: “Sono sempre stato un promotore  del dialogo con le opposizioni e continuo ad esserlo”. Il che non è esattamente una porta chiusa in faccia al Cavaliere né la sconfessione di quanti nel Pd lavorano per coinvolgerlo. “Nel rispetto dei ruoli”, e senza allargamento della maggioranza, i 5S potranno sedersi attorno a un tavolo con i berlusconiani. Senza più tabù. Anche se il dibattito, nel Movimento appena uscito dagli Stati Generali che lo ha trasformato in partito, è aperto.

Giancarlo Cancelleri, viceministro delle Infrastrutture, fa professione di pragmatismo, non scostandosi dalla linea di Di Maio: “Siamo in una situazione di emergenza e fare i distinguo fra le forze politiche buone e quelle cattive sarebbe sbagliato. Se non pure anacronistico. Lavoriamo tutti per il bene dell’Italia. Positivo che Forza Italia si sia offerta, corretto accettare una disponibilità. Non parliamo di un ingresso in maggioranza”. Cancelleri difende pure l’emendamento del governo che protegge Mediaset dalla scalata di Vivendi. “Non vedo nulla di strano nel tutelare una grande azienda italiana. L’abbiamo fatto, nel corso della prima ondata del Covid, anche per alcune società pubbliche”.

E anche il presidente della commissione Affari costituzionali della Camera, Giuseppe Brescia, vicino a Roberto Fico, benedice un confronto con Forza Italia: “Nella gestione di una pandemia, in un momento così delicato per il Paese, un contributo costruttivo da parte di una forza di opposizione non può che essere salutato positivamente e valutato come gesto responsabile e saggio”.

Luigi Gallo, che a Montecitorio guida la commissione Cultura e che agli Stati generali ha parlato a nome dellla corrente Parole guerriere, è appena più critico: “Al contrario di altre forze politiche abbiamo sempre rispettato le opposizioni, secondo una dialettica costituzionale”. Ma Gallo sottolinea: “Inciuci da vecchia Repubblica saranno invece da noi sempre combattuti”. Non ci sono braccia tese per un ingresso al parlamento o al governo, insomma, ma il clima è ben diverso da quando – solo tre anni fa – Di Maio rinfacciava a Berlusconi di “avere bisogno dei voti dei galeotti, dei corrotti e dei mafiosi”.

E allora rimane l’ala Di Battista, nella plastica riproduzione delle divisioni interne al Movimento, ad alzare la voce contro il dialogo con Forza Italia: “Io ricordo al M5S – dice la senatrice Barbara Lezzi – che Forza Italia è un partito fondato da un condannato per mafia. Commetto peccato se chiedo prudenza?”.

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