IL 30% DEI PARLAMENTARI DI FORZA ITALIA NON VERSA QUOTE AL PARTITO

Non tornano i conti in Forza Italia. Mancano i soldi nelle casse del partito di Silvio Berlusconi. E ora la sede romana in piazza San Lorenzo in Lucina, in pieno centro storico a due passi da Montecitorio, rischia lo sfratto. Il motivo? Il contratto è scaduto lo scorso 28 febbraio, un affitto mensile di undicimila euro, circa 130mila all’anno, che però al momento non si riescono a recuperare per le difficoltà finanziarie in cui versa il partito. E non è la prima volta che succede: la sede di San Lorenzo in Lucina ha rischiato più volte la chiusura a causa dei conti in rosso, soprattutto dopo l’abolizione del finanziamento pubblico dei partiti. Prima, infatti, interveniva Berlusconi, ora non può versare più di centomila euro per Forza Italia. Ma la cifra mancante è più alta, e di parecchio: mancano infatti all’appello ben tre milioni e 700 euro di quote, quelle non versate regolarmente da consiglieri regionali e parlamentari forzisti che sono circa il 30 per cento. Per loro potrebbero scattare dei provvedimenti: dall’esclusione alle prossime elezioni fino all’espulsione, come extrema ratio. Una cosa simile è già successa nel M5S, nel gennaio 2020 e qualche mese fa, quando i probiviri sono intervenuti nei confronti dei parlamentari del M5S non in regola con le restituzioni.

Bisogna dunque correre ai ripari per rimpinguare le casse di Forza Italia. Per questo, con ogni probabilità, a breve potrebbe ripartire il pressing nei confronti di deputati e senatori morosi. Tra gli inadempienti ci sono anche molti consiglieri regionali, ma ammonta perlomeno al 30 per cento la quota dei parlamentari in ritardo con i pagamenti o che ha deciso di non versare più. I parlamentari di FI sono chiamati a versare 900 euro al mese, mentre quelli del Pd ne versano 1500 e Lega e Movimento molti di più. E si pensa anche a qualche intervento estremo per chi non ha saldato la propria parte, potrebbe non venire più ricandidato o lasciato senza incarico o, addirittura, espulso.

La sede romana di Forza Italia

Un appartamento di circa 300 metri quadrati, con uffici e saloni affrescati, preso in affitto a oltre 130mila euro l’anno, al terzo piano di un antico edificio protetto dalle Belle Arti, palazzo storico Almagià-Fiano, che fino agli anni ’90 fu anche sede dell’esclusivo Circolo degli Scacchi per poi diventare per qualche tempo sede dell’Unire. La ‘casa’ romana di Forza Italia, nella centralissima piazza San Lorenzo in Lucina, è stata inaugurata da Silvio Berlusconi a fine settembre del 2013 (circa 3mila metri quadrati con un costo iniziale di affitto di 960mila euro a fronte dei 2,8 milioni annui per i 5mila metri quadrati della vecchia sede di via dell’Umiltà) e ha rischiato più volte la chiusura a causa dei conti in rosso, soprattutto dopo l’abolizione del finanziamento pubblico dei partiti.

Nel 2015, l’anno più complicato per le finanze azzurre, è arrivata la ‘serrata’ e il partito si è spostato in via del Plebiscito. Poi c’è stata la riapertura, i vertici di Forza Italia sono tornati nel lussuoso palazzo ma in forma ridotta (sempre per mancanza di soldi), con a disposizione gli attuali 300 metri quadrati e una grande sala utilizzata per le conferenze stampa. Il 31 dicembre scorso è scaduta anche  la locazione di palazzo Grazioli, sede della storica residenza romana di Silvio Berlusconi, che ha rimpiazzato qualche mese fa con ‘Villa Grande’, l’ex dimora di Franco Zeffirelli, sull’Appia antica.

FI vorrebbe il rinnovo, ma cerca anche un’altra sede più economica

Nel frattempo, è scaduto a fine febbraio pure il contratto di locazione del palazzo di piazza San Lorenzo in Lucina. I vertici azzurri vorrebbero firmare il rinnovo ma si stanno guardando intorno, magari spuntasse fuori un’altra sede più vantaggiosa. Come conferma il tesoriere azzurro, il senatore Alfredo Messina, che a fatica cerca di tenere sotto controllo i conti del partito: “Vogliamo rinnovare l’affitto di via in Lucina 17 pari a 11mila euro al mese, ma cercherò di trovare qualcosa di più economico, perché è giusto farlo, purché si tratti sempre di locali in posizione centrale e di facile accesso per i parlamentari”. Messina spiega che lui è pronto a confermare l’affitto attuale ma manca ancora l’accordo con la controparte e, intanto, cerca altre soluzioni alternative e, appunto, più convenienti. ”L’importante – spiega – è che l’immobile sia comodo e vicino a Camera e Senato. La sede che abbiamo ci va un po’ stretta ma la posizione resta strategica”.

Chi sostituirà Carfagna come vicepresidente alla Camera

Intanto, Silvio Berlusconi è arrivato in mattinata a Roma per incontrare i vertici di Fi per fare il punto della situazione politica. E continua la partita sulla vicepresidenza della Camera. Oggi si vota nell’Aula di Montecitorio chi dovrà sostituire Mara Carfagna che è entrata nel governo. In lizza ci sono Baldelli, Calabria, Mandelli e Prestigiacomo ma non ci sarebbe ancora l’accordo. Mentre ieri in serata è stato eletto capogruppo Roberto Occhiuto, al posto di Mariastella Gelmini. Il vicario sarà Valentini.

Rispondi

LIVE OFFLINE
track image
Loading...
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: