Il Viminale: ‘Attenzione agli infiltrati nelle università’

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Consentire le manifestazioni di dissenso nelle università – in continuo aumento dal 7 ottobre – puntando ad una gestione ordinata attraverso uno scambio di informazioni costante tra rettori e forze dell’ordine.

Ma, allo stesso tempo, sbarrare la strada a “soggetti estranei” agli atenei che – come si è registrato in diversi casi recentemente – hanno il solo obiettivo di strumentalizzare la protesta e farla sfociare in atti di violenza. Sono le indicazioni emerse al termine della riunione, svoltasi nel pomeriggio al Viminale, del Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica, presieduto dal ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, presenti il ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, il vicepresidente della Conferenza dei rettori, Francesco Bonini, i vertici delle Forze di polizia e dell’intelligence.

Occhi puntati sui prossimi appuntamenti a rischio: in primis, domani a Roma la riunione del Senato accademico della Sapienza. Come in tutto il mondo occidentale, anche in Italia le università sono attraversate dai venti di protesta, innescati dai vari conflitti, in particolare da quello israelo-palestinese. Ma a soffiare sul fuoco della tensione non ci sono solo gli studenti, secondo le analisi di forze dell’ordine e servizi. In più occasioni – ad esempio lo scorso 16 aprile alla Sapienza di Roma dove ci sono stati scontri per la riunione del Cda e del Senato accademico – è stata infatti rilevata la presenza di anarchici e personaggi legati ad organizzazioni di resistenza palestinese.

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