In calo nel 2021 i film di donne registe 

12% dei top 100 nonostante uscite di Campion e Gyllenhaal

epa09519010 New Zealand director, screenwriter and producer Jane Campion attends the UK premiere of ‘The Power of the Dog’ during the BFI London Film Festival at the Royal Festival Hall in London, Britain, 11 October 2021. The British Film Institute festival runs from 06 to 17 October. EPA/VICKIE FLORES

Dopo i successi al box office e ai premi del 2019 e 2020, i film di donne registe segnano una ritirata: sono state appena il 12%, contro il 16% dell’anno scorso, le pellicole dirette da donne entrate nella classifica dei 100 top campioni di incassi nell’anno che si è appena concluso.

La battuta d’arresto è al centro di uno studio intitolato “Celluloid Ceiling” (soffitto di celluloide) e pubblicato per il 24/o anno consecutivo dal San Diego State’s Center for the Study of Women in Television and Film.

Una percentuale leggermente maggiore di donne registe è stata registrata allargando i film in esame ai 250 più redditizi del 2021: sono state il 17% contro il 18% del 2020. Il dato in arretramento va in controtendenza con la presenza di film importanti, seppure usciti a fine anno quando la variante Omicron è tornata a far danni per gli esercenti, come il western “Il Potere del Cane” di Jane Campion con Benedict Cumberbatch e Kirsten Dunst e “La Figlia Perduta” di Maggie Gyllenhaal tratto dall’omonimo romanzo di Elena Ferrante, entrambi potenziali candidati agli Academy Awards, o come “Eternals” di Chloé Zhao per la Marvel e l’horror “Candyman” dell’afro-americana Nia DaCosta che hanno conquistato il box office. Questi successi restano però l’eccezione alla regola. (ANSA). 

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