Istat, PIL italiano cresce dello 0,2% nel secondo trimestre 2026
L’Istat conferma il PIL italiano a +0,2% nel secondo trimestre 2026: domanda nazionale positiva e contributo negativo della domanda estera netta.
La sede centrale dell’Istat a Roma. Foto: LPLT — CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons
Istituto nazionale di statistica.JPG — LPLT
Secondo la Repubblica, l’Istat ha confermato la crescita del PIL italiano dello 0,2% nel secondo trimestre del 2026 rispetto ai tre mesi precedenti. Il dato segna un aumento dell’1% anche nel confronto con il secondo trimestre del 2025 e mantiene allo 0,8% la variazione acquisita per l’intero 2026, al netto degli effetti di calendario.
Nel secondo trimestre del 2026, la domanda nazionale al netto delle scorte ha contribuito alla crescita del prodotto interno lordo, mentre la domanda estera netta ha avuto un contributo negativo. Nel 2026 le giornate lavorative sono tre in più rispetto all’anno precedente.
La conferma delle stime diffuse a fine luglio
L’Istat ha confermato le stime preliminari diffuse a fine luglio sulla crescita del PIL nel secondo trimestre del 2026. La variazione acquisita per l’anno resta calcolata al netto degli effetti di calendario, in un 2026 che conta tre giornate lavorative in più rispetto all’anno precedente.
La domanda nazionale al netto delle scorte ha contribuito per 0,3 punti percentuali alla crescita complessiva. Le scorte hanno aggiunto altri 0,2 punti, mentre la domanda estera netta ha inciso in senso opposto per 0,3 punti percentuali. Importazioni ed esportazioni sono entrambe aumentate, ma a ritmi differenti: le prime dell’1,7%, le seconde dello 0,8% rispetto al trimestre precedente.
Il dato sulle componenti estere fotografa quindi due variazioni positive nei flussi, accompagnate però da un apporto negativo della domanda estera netta alla crescita trimestrale. È uno degli elementi indicati insieme ai contributi della domanda nazionale e della variazione delle scorte.
- Domanda nazionale al netto delle scorte: +0,3 punti percentuali.
- Domanda estera netta: -0,3 punti percentuali.
- Importazioni: +1,7%; esportazioni: +0,8%.
Consumi e investimenti sostengono la domanda interna
I consumi finali nazionali sono saliti dello 0,3% nel secondo trimestre, lo stesso incremento registrato dagli investimenti fissi lordi. La spesa per consumi delle famiglie e delle Istituzioni Sociali Private ha fornito 0,2 punti percentuali alla crescita del PIL; gli investimenti hanno aggiunto 0,1 punti.
Il contributo della spesa finale delle Amministrazioni Pubbliche è invece risultato nullo. La spinta ai consumi è arrivata soprattutto dai servizi e dai beni durevoli, mentre gli investimenti in infrastrutture hanno sostenuto la componente degli investimenti.
Le due componenti si muovono dunque con la medesima variazione congiunturale dello 0,3%, ma con contributi distinti alla crescita complessiva: 0,2 punti dalla spesa delle famiglie e delle Istituzioni Sociali Private, 0,1 punti dagli investimenti fissi lordi.
Nel mercato del lavoro, le ore lavorate sono cresciute dello 0,3% e i redditi da lavoro dipendente pro-capite dello 0,6%. I due indicatori sono riferiti al secondo trimestre e accompagnano il quadro dei consumi, degli investimenti e dei contributi delle diverse componenti della domanda.
Servizi in aumento, calano agricoltura e industria
La crescita non ha coinvolto allo stesso modo tutti i settori. I servizi sono aumentati complessivamente dello 0,4%, mentre il valore aggiunto dell’agricoltura è diminuito dello 0,2% e quello dell’industria dello 0,5%.
La differenza tra le tre componenti emerge accanto ai dati sulle ore lavorate e sui redditi da lavoro dipendente pro-capite.
- Servizi: +0,4%.
- Agricoltura: -0,2%.
- Industria: -0,5%.
- Ore lavorate: +0,3%.
- Redditi da lavoro dipendente pro-capite: +0,6%.
Le previsioni di ING per il terzo trimestre e per il 2026
Secondo Teleborsa, ING conferma una previsione di crescita media del PIL dello 0,9% nel 2026 e di inflazione media del 2,7% in Italia. La stima sulla crescita media annuale resta distinta dalla rilevazione Istat relativa al solo secondo trimestre.
Paolo Pizzoli prevede una crescita simile nel terzo trimestre e segnala il rischio di una delusione sul fronte dei consumi legato all’accelerazione dell’inflazione, trainata dai prezzi dell’energia.
“Prevediamo una crescita simile nel terzo trimestre, ma l’accelerazione dell’inflazione, trainata dai prezzi dell’energia, aumenta il rischio di una delusione sul fronte dei consumi”
Paolo Pizzoli
Il commento di Paolo Pizzoli sui dati rivisti
Secondo Teleborsa, Paolo Pizzoli afferma che i dati rivisti dall’Istat confermano la resilienza dell’economia italiana agli sviluppi geopolitici e al loro impatto sui prezzi dell’energia.
Nel suo commento, Pizzoli ha detto che i dati rivisti pubblicati dall’Istat giovedì 3 settembre 2026 forniscono ulteriori dettagli sulla domanda e confermano questa valutazione. Per il terzo trimestre resta la previsione di una crescita simile, insieme al rischio indicato per i consumi in presenza dell’accelerazione dell’inflazione trainata dall’energia.

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