Jovanotti: “Cantare De André mi ricorda mio fratello” 

L’artista su “La cattiva strada”: “In quelle parole sento mio fratello morto in un incidente”.

“La musica deve essere una sorta di ossessione, qualche cosa di cui non si può fare a meno. Una vocazione. Una passione totalizzante. Mai sentirsi arrivati, ma sempre in viaggio. Non lo si dovrebbe fare per avere successo o visibilità: lo si fa perché non si può farne a meno. “Jovanotti dialoga con voi” è stato il titolo dell’appuntamento su Zoom, organizzato all’interno dell’evento Orientamenti Summer a cura di Regione Liguria, a cui hanno partecipato cinquemila ragazzi. Molti di loro hanno avuto la possibilità di rivolgere domande a Jova che, in collegamento, era sempre pronto a rispondere. In un passaggio, oltre all’importanza dell’ispirazione e della gavetta continua, ha parlato di Pino Daniele e del suo amore per Fabrizio De André. “Lo conobbi a Sanremo tanti anni fa, aveva accompagnato Dori Ghezzi – ricorda Jovanotti – ci eravamo dati un abbraccio fortissimo. Nel tributo al Carlo Felice (andato in scena nel 2000 dopo la morte del cantautore genovese, ndr) scelsi di interpretare ‘La cattiva strada’. Fra i protagonisti della canzone c’è un pilota: in quelle parole, oggi, mi sembra di sentire la presenza di mio fratello Umberto, che era istruttore di volo e che è morto in un incidente aereo (avvenne nel 2007 nei pressi di Latina, aveva 45 anni). Fu lui a farmi conoscere i dischi di Faber”.

Jova, impegnato nelle prove del nuovo Jova Beach party tour, che partirà da Lignano Sabbiadoro il prossimo 2 luglio, ha riavvolto il nastro fino agli esordi. “Ho capito che la musica sarebbe stata il mio lavoro quando sono entrato in una radio privata – sottolinea – mio fratello aveva un amico che lavorava in una piccola radio, un giorno mi portò lì, avevo 14-15 anni e rimasi folgorato. Ho chiesto, visto che era estate, se potevo andare lì come volontario, a fare qualsiasi cosa, anche a pulire per terra: volevo imparare. Un giorno lo speaker andò al mare e mi chiese di pensare io al programma del pomeriggio. Io mi buttai, ero terrorizzato, ma andò benissimo. Lì cominciai a pensare che potesse essere il mio mestiere. E così la musica è diventata un’ossessione per me. Non ho mai pensato ai soldi: all’inizio spendevo tutto quello che guadagnavo in dischi, vivevo alla giornata. Poi ho anche guadagnato, ho speso, ho investito nel mio lavoro sempre di più”. C’è stato anche tempo per chiedergli qual è la sua “collaborazione dei sogni”. “Penso a Bob Marley, John Lennon. Comunque le collaborazioni con gli artisti di oggi sono tutte molto belle, cito in particolare Gianni Morandi con cui mi trovo bene, tra poco uscirà una nuova canzone insieme, e anche Elisa”.

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