LAURA CHIATTI: AL CINEMA UNA DONNA BELLA NON PUÒ INTERPRETARE RUOLI DISAGIATI

Laura Chiatti sarà la prossima protagonista del film “Addio al nubilato” la commedia diretta da Francesco Apolloni che arriverà al cinema nel 2021. L’attrice, intervistata da Il Messaggero, ha parlato del suo rapporto con la bellezza che per lei si è rivelata anche un limite nella sua carriera. “È come se una donna bella non potesse fare dei personaggi disagiati, destabilizzanti” confessa la 39enne che vorrebbe, invece, cimentarsi in un’interpretazione più drammatica.

Laura Chiatti è uno dei volti più noti del cinema italiano e proprio in questi giorni sta portando a compimento un nuovo progetto cinematografico che la vede protagonista. Si tratta del film “Addio al nubilato” che arriverà nelle sale il prossimo anno, diretto da Francesco Apolloni, che ha guidato un cast tutto al femminile per una commedia frizzante e divertente che abbatte ogni tabù sul mondo delle donne. In questa occasione l’attrice è stata intervistata dal Messaggero e ha parlato della sua carriera nel cinema e di come, spesso, il suo aspetto abbia condizionato anche i ruoli che le hanno offerto nel corso degli anni.

Ruoli al cinema in funzione della sua bellezza

Non si può certo nascondere il fatto che Laura Chiatti rientri a pieno titolo tra le donne più belle dello spettacolo italiano e proprio per la sua avvenenza si è trovata ad interpretare dei ruoli che sottolineassero questo aspetto, come racconta lei stessa: “Mi hanno fatto fare spesso la femme fatale o l’amante mentre io vorrei tanto dei ruoli più drammatici, diciamo sostanziosi. Ma non vengo ritenuta credibile”. Un appunto non da poco quello messo in luce dall’attrice, che ha voluto rimarcare il fatto che ancora oggi per le donne il connubio bellezza-bravura, non è così istantaneo o, perlomeno, una qualità capita che sia subordinata all’altra: “Beh, dipende dal mio aspetto. È come se una donna bella non potesse fare dei personaggi disagiati, destabilizzanti. Vorrei portare sullo schermo la poetessa Alda Merini ma non mi affideranno mai quel ruolo. Il cinema mi ha sempre vista sexy e a dire la verità la cosa mi fa un po’ ridere

Una situazione paradossale per una donna che rivela di non essersi mai sentita femminile e sensuale, dichiarando che questa sua qualità è emersa con gli anni, con la maturità, mentre all’inizio della sua carriera non è mai stata sicura di sé stessa: “Quando ho cominciato nemmeno un po’. Oggi ho molta più consapevolezza della mia femminilità. Vado incontro ai 40 e il sex appeal finalmente me lo sento dentro”. L’attrice sottolinea come il mondo dello spettacolo, ma molto più genericamente, la nostra società sia profondamente maschilista e ha espresso il suo parere in merito alle varie situazioni di molestie verificatesi anche nel settore cinematografico, raccontando anche la sua esperienza:

Sono stata oggetto di avance come tutte le donne in questo mondo maschilista. Ho iniziato a lavorare a 14 anni, venivo dalla provincia umbra. Se un regista mi avesse invitata a fare un provino a casa sua mi sarei presentata con mia madre. Con tutto l’amore e il rispetto per le vittime degli abusi, noi donne abbiamo il libero arbitrio che ci permette di dire no. E le violenze vanno denunciate immediatamente, non dopo anni.

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