MANOVRA 2022 ALCUNE MISURE

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Partita da palazzo Chigi con 218 articoli, la manovra 2022 è arrivata al taglio del nastro con un solo articolo di 1.013 commi per effetto dell’ormai consolidato metodo di lavoro, che porta inevitabilmente all’approvazione della legge di bilancio con voto di fiducia su un maxiemendamento. Le misure vanno dalla colossale riforma dell’Irpef (anche se si tratta solo di un primo passaggio) al vaccino contraccettivo Gonacon per affrontare l’emergenza cinghiali.

Ecco le principali misure: 

IRPEF E IRAP: Quattro aliquote (23%, 25%, 35%, 43%) e nuovo metodo di calcolo delle detrazioni, con il bonus 100 euro che resta per i redditi fino a 15.000 euro (primo scaglione Irpef). Il bonus di 1.200 euro l’anno può essere riconosciuto anche per i redditi tra 15.000 euro e 28.000 euro (secondo scaglione) ma a determinate condizioni. In termini di indebitamento netto l’intervento complessivo comporta una maggiore spesa di 6,4 miliardi di euro. Addio all’Irap per imprenditori individuali e professionisti. 

BONUS EDILIZI: Superbonus al 110% valido per tutti, mentre gli incentivi al 50% e al 65% e le relative maggiorazioni sono prorogati fino al 2024. Gli incentivi al 110% sono estesi al 2023 per i condomini e gli Iacp, con riduzione al 70% nel 2024 ed al 65% nel 2025. Gli incentivi per le facciate sono confermati anche nel 2023 con una percentuale agevolata pari al 60%.

DELOCALIZZAZIONI: Le aziende con almeno 250 dipendenti che intendono chiudere parti dell’azienda che portino al licenziamento minimo di 50 dipendenti dovranno dare comunicazione per iscritto ai sindacati di categoria, alle regioni interessate, al ministero del Lavoro, al ministero dello Sviluppo economico e all’Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro. I datori di lavoro avranno 60 giorni di tempo per elaborare un piano per limitare le ricadute occupazionali ed economiche. E se un’azienda risulta inadempiente rispetto al piano di ristrutturazione del sito sarà chiamata a pagare il contributo previsto per il finanziamento dell’Aspi, oggi Naspi, in misura doppia.

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