Marco Panichi fermato ad Avezzano per la morte a Vergiate
Marco Panichi, 53 anni, è stato fermato ad Avezzano dopo essersi presentato ai carabinieri per la morte della compagna a Vergiate.
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Marco Panichi, 53 anni, si è presentato spontaneamente ai carabinieri di Avezzano dopo la morte della compagna a Vergiate, in provincia di Varese. L’uomo ha riferito di averla uccisa al culmine di una lite ed è stato sottoposto a fermo di indiziato di delitto, quindi portato nella casa circondariale di Avezzano.
La vicenda risale a giovedì 22 ottobre 2026. Panichi si è presentato in caserma nella tarda serata, secondo AbruzzoLive, mentre l’indagine sul delitto è di competenza della Procura di Busto Arsizio.
La presentazione nella caserma di Avezzano
Davanti ai carabinieri Panichi ha riferito di avere ucciso la compagna nel corso di una lite avvenuta a Vergiate. Nelle ricostruzioni riportate, la frase pronunciata dall’uomo è stata:
“ho ucciso la mia fidanzata” — Marco Panichi
Il fermo è arrivato dopo la presentazione spontanea nella caserma abruzzese. Panichi è assistito dall’avvocato Leonardo Casciere; per lui era stata fissata ad Avezzano, alle 15 del 23 ottobre, l’udienza di convalida.
Sulla provenienza dell’uomo emerge una divergenza tra le fonti: AbruzzoLive lo indica come originario di Avezzano, mentre Rete8 lo indica originario di Civitella Roveto.
Il ritrovamento della donna a Vergiate
La donna è stata trovata nell’abitazione di Vergiate, sul pavimento della camera da letto, con ferite al corpo e al collo. AbruzzoLive la identifica come una colombiana di 36 anni e riferisce che accanto al corpo è stato trovato un coltello da cucina.
La collocazione temporale del delitto non è univoca. AbruzzoLive lo colloca nella mattinata del 22 ottobre 2026; Rete8, invece, lo situa durante la notte senza precisare la data. Le due versioni non consentono quindi di fissare con precisione il momento dell’aggressione.
Panichi presentava diverse ferite da taglio, giudicate non gravi. Restano da chiarire la successione esatta dei fatti, i motivi della lite e il modo in cui l’uomo si sia procurato quelle lesioni.
La versione riferita dal difensore
Rete8 ha riportato la ricostruzione dell’avvocato Casciere, secondo il quale l’aggressione non sarebbe partita dal suo assistito. Il legale ha indicato anche la presenza di un coltello nella mano della donna.
“Lui ha chiarito molte posizioni, perché ha detto che l’aggressione non è partita da lui, è partita dalla donna, gelosissima” — Leonardo Casciere
La dichiarazione del difensore introduce una versione della dinamica che dovrà essere valutata nell’ambito dell’inchiesta. Alla dichiarazione sulla presunta aggressione, Casciere ha affiancato un ulteriore elemento:
“aveva un coltello in mano” — Leonardo Casciere
Questa è la posizione riferita dalla difesa, mentre l’accertamento dei fatti è affidato alla Procura di Busto Arsizio.
Gli accertamenti disposti sul decesso
Secondo AbruzzoLive, l’autopsia doveva chiarire le cause del decesso e il numero e la natura delle ferite della donna.
- il ritrovamento della donna nella camera da letto dell’abitazione di Vergiate;
- le ferite al corpo e al collo rilevate sul corpo;
- il coltello da cucina trovato accanto alla vittima;
- le ferite da taglio, non gravi, riportate da Panichi.
Il procedimento resta quindi concentrato sulla ricostruzione della lite e dell’aggressione avvenuta a Vergiate. Gli accertamenti medico-legali erano destinati a definire le lesioni della vittima e le cause della morte.
L’inchiesta della Procura di Busto Arsizio
La posizione dell’uomo, la dinamica dell’aggressione e gli esiti degli accertamenti sul corpo della donna restano al centro del procedimento seguito dalla Procura.

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