Maria Spinelli, l’iter per il rientro della salma in Italia

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Maria Spinelli, giovane di Città Sant’Angelo, è morta durante un rave ad Aarau. La salma dovrebbe essere restituita a breve ai familiari.

Immagine illustrativa generata al computer sul tema: Persone in attesa e in raccoglimento davanti a un luogo commemorativo per una giovane vittima.

Immagine illustrativa generata con intelligenza artificiale: non ritrae l'evento, le persone o i luoghi di cui parla l'articolo.

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Secondo Rete8, Maria Spinelli, giovane di Città Sant’Angelo, è morta dopo essere stata uccisa durante un rave party ad Aarau, in Svizzera. La salma dovrebbe essere restituita a breve ai familiari, passaggio dal quale dovrebbe partire l’iter per il rientro in Italia.

Maria Spinelli avrebbe compiuto 23 anni a ottobre.

La restituzione della salma e il rientro in Italia

Nella ricostruzione di Rete8, l’autopsia sul corpo della giovane era già stata eseguita prima della pubblicazione della notizia.

La madre di Maria Spinelli sarebbe dovuta partire per la Svizzera nelle ore successive alla pubblicazione della fonte. Per il viaggio avrebbe ricevuto assistenza logistica dal consolato a Basilea.

La restituzione della salma ai familiari dovrebbe avvenire a breve. Dopo la consegna, dovrebbe iniziare l’iter per il rientro in Italia, senza una data indicata per il trasferimento.

Il lavoro a Oftringen

Maria Spinelli lavorava come cameriera poco lontano da Aarau e si era trasferita a Oftringen per ragioni di lavoro circa un mese prima dell’evento. Aveva frequentato l’Istituto Alberghiero di Silvi e si era diplomata all’Istituto di Istruzione Superiore Adone Zoli di Atri.

La famiglia era in attesa di ulteriori comunicazioni da parte dell’ambasciata prima della partenza dei genitori.

La sparatoria durante Aarauer Rave Vol. 7

La sparatoria è avvenuta nell’area dell’ippodromo di Schachen, ad Aarau, dove si svolgeva la settima edizione della manifestazione musicale techno Aarauer Rave Vol. 7. Al raduno partecipavano oltre 3.000 persone.

Un uomo di 43 anni del posto è stato arrestato per avere sparato sulla folla. Nella sparatoria sono rimaste ferite cinque persone:

  • quattro uomini e una donna;
  • persone di età compresa tra 24 e 27 anni;
  • due italiani che erano già rientrati in Italia.

La dinamica completa della sparatoria e il movente non sono stati indicati. Non è stato chiarito neppure se l’uomo arrestato sia stato formalmente incriminato.

Le versioni sull’autopsia e le parole del legale

Sull’esame autoptico emerge una contraddizione nella stessa ricostruzione riportata da Rete8. Da una parte viene riferito che l’autopsia era già stata eseguita; dall’altra, una dichiarazione attribuita all’avvocato Bruno Gallo sostiene che le autorità elvetiche non avessero ancora autorizzato l’esame e che le indagini fossero secretate.

“Al momento le autorità elvetiche non ancora autorizzano l’esame autoptico e le indagini sono secretate. Non appena verrà eseguita l’autopsia, sarà possibile il riconoscimento e i genitori andranno in Svizzera”. — Bruno Gallo

Nelle dichiarazioni del legale, la famiglia risultava in attesa di ulteriori comunicazioni dall’ambasciata; solo dopo i genitori avrebbero potuto partire.

“La famiglia – aggiunge – è in attesa di ulteriori comunicazioni da parte dell’ambasciata. Solo dopo i genitori potranno partire”. — Bruno Gallo


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