Milano, 22enne arrestato per piano contro luoghi di culto
Un 22enne arrestato a Milano per un presunto piano contro una sinagoga e un luogo di preghiera islamica dell’hinterland milanese.
Materiale acquisito nell’indagine sull’estremismo a Milano. Foto: Agenzia ANSA — Progettava attentato in sinagoga e moschea, arrestato 22enne a Milano - Notizie - Ansa.it (https://www.ansa.it/lombardia/notizie/2026/10/29/progettava-attentato-in-sinagoga-e-moschea-arrestato-22enne-a-milano_09371b14-24d6-47cc-a42d-a3cf478bbe06.html)
Foto: Agenzia ANSA — Progettava attentato in sinagoga e moschea, arrestato 22enne a Milano – Notizie – Ansa.it ansa.it
Un 22enne è stato arrestato a Milano giovedì 29 ottobre 2026 per un presunto piano di attentato contro una sinagoga e un luogo di preghiera islamica dell’hinterland milanese. Secondo Agenzia ANSA, il provvedimento è stato eseguito dai Carabinieri su ordinanza del gip del Tribunale di Milano.
L’indagato è accusato del reato previsto dall’articolo 270-quinquies del codice penale. L’ipotesi investigativa comprende la pianificazione del confezionamento di ordigni esplosivi e della modifica di armi da sparo, oltre a un’attività di autoaddestramento con finalità terroristiche emersa dall’analisi dei dispositivi.
L’ordinanza del gip di Milano
L’arresto del ragazzo è stato disposto con un’ordinanza emessa dal gip del Tribunale di Milano. Il provvedimento riguarda la contestazione dell’articolo 270-quinquies, norma che punisce l’addestramento ad attività con finalità di terrorismo anche internazionale.
La ricostruzione indica un’attività di autoaddestramento costante, affiancata da elementi relativi al reperimento di sostanze chimiche atte a confezionare ordigni. Tra gli aspetti contestati compare anche la diffusione e la condivisione di materiale di propaganda e istigazione a delinquere.
I luoghi indicati nel presunto piano
Il presunto obiettivo individuato nell’indagine riguarda due luoghi di culto: una sinagoga e un luogo di preghiera islamica dell’hinterland milanese. Nella formulazione riportata dall’agenzia, l’intenzione attribuita al 22enne è descritta in questi termini:
“intenzionato ad eseguire un attentato in una sinagoga e in un luogo di preghiera islamica dell’hinterland milanese” — Agenzia ANSA
La pianificazione, sempre secondo gli elementi emersi, avrebbe riguardato nei minimi dettagli sia le modalità di confezionamento di ordigni esplosivi sia la modifica di armi da sparo. Si tratta dei due profili materiali indicati nell’ipotesi al centro dell’arresto.
Il materiale trovato nei dispositivi
L’analisi dei dispositivi ha fatto emergere contenuti riconducibili a più filoni ideologici, insieme a materiali condivisi dall’indagato. Fra questi figurano proclami ideologici denominati “testamento”, oltre a scritti e pensieri di Anders Breivik.
- contenuti suprematisti;
- contenuti accelerazionisti;
- contenuti negazionisti della Shoah;
- contenuti xenofobi.
Nei dispositivi, oltre ai contenuti ideologici, sono emersi elementi riferiti al reperimento di sostanze chimiche destinate al confezionamento di ordigni. L’attività ricostruita comprende anche la divulgazione e la condivisione di propaganda e materiale di istigazione a delinquere.
L’ipotesi di autoaddestramento terroristico
Il reato contestato al 22enne riguarda l’addestramento ad attività con finalità di terrorismo anche internazionale. Nell’indagine, l’elemento centrale è l’attività di autoaddestramento che risulta dall’analisi dei dispositivi, collegata alla pianificazione di ordigni e alla modifica di armi da sparo.
Gli atti indicano dunque un quadro composto da contenuti ideologici, materiali di propaganda, reperimento di sostanze chimiche e preparazione tecnica. Su questa base è stato eseguito l’arresto a Milano e formulata l’accusa ai sensi dell’articolo 270-quinquies del codice penale.
La contestazione prevista dal codice penale
L’articolo 270-quinquies punisce l’addestramento ad attività con finalità di terrorismo anche internazionale. È questa la fattispecie per la quale il giovane è indagato nell’ambito del procedimento seguito dal Tribunale di Milano.
Il dato giudiziario definito nell’ordinanza resta l’arresto eseguito il 29 ottobre 2026 dai Carabinieri a Milano, con l’accusa collegata al presunto piano contro i due luoghi di preghiera e agli elementi individuati nei dispositivi.

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