Monza, 16enne in comunità per radicalizzazione digitale

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A Monza e della Brianza un 16enne italiano è stato collocato in comunità dopo un’indagine su radicalizzazione digitale e varie ipotesi di reato.

Materiale con simboli neonazisti e riferimenti alla supremazia bianca esposto in un’immagine della Polizia.

Materiale sequestrato nell’inchiesta sulla propaganda estremista. Foto: Agenzia ANSA — Propaganda jihadista e apologia del fascismo, 16enne collocato in comunità - Notizie - Ansa.it (https://www.ansa.it/lombardia/notizie/2026/09/02/propaganda-jihadista-e-apologia-del-fascismo-16enne-collocato-in-comunita_221843d2-7803-42d0-a277-8c4dde0a7501.html)

Materiale sequestrato nell’inchiesta sulla propaganda estremista
Foto: Agenzia ANSA — Propaganda jihadista e apologia del fascismo, 16enne collocato in comunità – Notizie – Ansa.it ansa.it

La Digos della Questura di Monza e della Brianza ha eseguito una misura cautelare nei confronti di un 16enne italiano, collocato in comunità. Secondo Agenzia ANSA, il provvedimento è stato disposto dopo un’indagine su varie ipotesi di reato e su un progressivo percorso di radicalizzazione digitale.

Le ipotesi di reato indicate comprendono l’autoaddestramento con finalità di terrorismo, l’istigazione a delinquere e l’apologia del fascismo.

Le ipotesi di reato al centro dell’indagine

Secondo Agenzia ANSA, tra le ipotesi contestate al minore figura l’autoaddestramento con finalità di terrorismo, affiancato dalle contestazioni di istigazione a delinquere e apologia del fascismo.

La misura cautelare è stata disposta dopo un’indagine per varie ipotesi di reato. Il collocamento in comunità riguarda il 16enne italiano destinatario del provvedimento.

  • Autoaddestramento con finalità di terrorismo;
  • istigazione a delinquere;
  • apologia del fascismo.

Il percorso di radicalizzazione digitale

Gli investigatori hanno documentato un progressivo percorso di radicalizzazione digitale. Il minore fruiva, cercava e conservava contenuti riconducibili al neonazismo, al suprematismo bianco e all’accelerazionismo.

L’attività investigativa ha quindi registrato la fruizione, la ricerca e la conservazione di materiali riferiti a questi ambiti. Il fenomeno descritto viene definito radicalizzazione ibrida.

La propaganda jihadista e i contenuti operativi

Il minore aveva materiale di propaganda jihadista riconducibile all’Isis. L’indagine ha rilevato anche interesse verso contenuti tecnici e operativi relativi alle armi, agli esplosivi e alle sostanze incendiarie.

Il materiale esaminato comprendeva inoltre contenuti sulle modalità di realizzazione di azioni violente.

  • materiale di propaganda jihadista riconducibile all’Isis;
  • contenuti tecnici e operativi su armi, esplosivi e sostanze incendiarie;
  • contenuti relativi alla realizzazione di azioni violente.

Che cosa si intende per radicalizzazione ibrida

Il fenomeno descritto nell’indagine viene definito radicalizzazione ibrida. Con questa espressione viene indicata la contaminazione fra contenuti dell’estremismo suprematista e accelerazionista, da una parte, e simbologia, propaganda e modelli operativi mutuati dall’estremismo jihadista, dall’altra.

La definizione riguarda la presenza, nello stesso percorso di radicalizzazione digitale, di contenuti riferiti all’estremismo suprematista e accelerazionista insieme a simbologia, propaganda e modelli operativi mutuati dall’estremismo jihadista.

Il collocamento in comunità

La misura cautelare nei confronti del minore ha portato al suo collocamento in comunità. Il provvedimento riguarda un 16enne italiano raggiunto dall’attività della Digos della Questura di Monza e della Brianza.

Restano centrali gli elementi documentati nell’indagine: i contenuti riconducibili al neonazismo, al suprematismo bianco e all’accelerazionismo, il materiale di propaganda jihadista e l’interesse verso contenuti tecnici e operativi relativi ad armi, esplosivi, sostanze incendiarie e azioni violente.


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