Musetti perde la quinta finale di fila: a Chengdu vince Alejandro Tabilo
Per fortuna Lorenzo Musetti ha vinto le prime due finali giocate, entrambe nel 2022, peraltro contro grandi avversari: prima Carlos Alcaraz e poi Matteo Berrettini. Non è lecito, dunque, parlare di complesso da finali per il carrarino, sconfitto all’atto conclusivo del Chengdu Open, laddove era testa di serie numero 1 e a caccia di punti preziosi per un posto alle ATP Finals. Sembrava tutto apparecchiato per il terzo titolo in carriera, anche perché Alejandro Tabilo – l’avversario in finale – era reduce da una stagione un po’ sciagurata, tra qualche sconfitta di troppo e problemi fisici. Invece è arrivata la quinta sconfitta di fila in un match per il titolo, con la zavorra psicologica di due matchpoint sciupati.
È finita 6-3 2-6 7-6 per il cileno e Musetti è stato travolto dalla delusione, abbandonandosi alle lacrime dopo la stretta di mano. Ci teneva molto, invece si è visto scivolare il trofeo dalle mani. I due matchpoint sono arrivati sul 6-5 al terzo, con Tabilo al servizio. Il cileno ha cancellato il primo con un dritto vincente, mentre sul secondo Musetti ha sbagliato un dritto durante il palleggio. Fa ancora più male il 4-1 di vantaggio nel tie-break decisivo: quando la strada sembrava in discesa, il cileno ha vinto sei degli ultimi sette punti. “Dovevo semplicemente restare in partita, sia mentalmente che fisicamente – ha detto un entusiasta Tabilo – sono stato bravo a mettere in campo la prima sui matchpoint. È stato un grande sforzo da parte di tutto il team. Sono state due settimane molto dure”. Questo successo, per lui, assume le sembianze di una favola: aveva perso i primi sei match dell’anno, poi aveva saltato due mesi a causa di un infortunio al polso.
Si è presentato a Chengdu con un bilancio stagionale di 5 vittorie e 13 sconfitte, ma ha improvvisamente trovato il suo miglior tennis. La delusione di Musetti è comprensibile, poiché ha tirato più colpi vincenti (37 a 29) e, soprattutto, ha commesso la metà degli errori gratuiti (23, contro i 44 del cileno). In virtù di questi numeri, il risultato finale è ai limiti dell’incomprensibile. Ma nel tennis, si sa, non tutti i punti hanno lo stesso valore. Era successo qualcosa di simile un paio di giorni fa nella finale del torneo WTA di Seul. Per il cileno è il terzo titolo in carriera dopo quelli ottenuti lo scorso anno ad Auckland e Maiorca, probabilmente il più inatteso. Tornerà tra i top-100, perduti dopo il pessimo avvio di stagione.
Il prossimo compito di Musetti sarà cancellare la delusione e guardare il lato positivo: la settimana nel Sichuan è stato positiva in ottica ATP Finals: è salito al numero sette della Race, superando Alex De Minaur e mettendosi in ottima posizione. Adesso Musetti ripartirà da Pechino e la buona notizia è che l’attuale primo escluso (Felix Auger-Aliassime, poiché il n.9 Jack Draper tornerà l’anno prossimo) non giocherà perché si è appena sposato in Marocco. Gli altri sono parecchio indietro e si suddivideranno tra Pechino (Rublev, Bublik, Khachanov e Davidovich Fokina) e Tokyo (Ruud e Rune). Insomma, Musetti può essere soddisfatto. Quanto alle finali perdute, c’è da sperare che il problema si riproponga presto. Vorrebbe dire essere arrivati di nuovo in fondo a un torneo.
