UN’ITALIA DA URLO
difficile aggiungere concetti nuovi rispetto a quelli espressi un paio di giorni fa, dopo il successo contro l’Ucraina che aveva spedito l’Italia in finale di Billie Jean King Cup. Orgoglio patrio per i successi di Paolini e compagne, ammirazione per la qualità del loro tennis, un po’ di delusione per il modo in cui i media trattano questa competizione. Rifacendo l’esempio di Tennis.com, a qualche ora dal successo contro gli Stati Uniti (che è la loro nazionale!), nella home page non c’era traccia del successo dell’Italia, il secondo fila, il sesto in questa competizione. Ed è un peccato perché non c’è nulla da sminuire, perché avevamo di fronte una signora squadra: con Jessica Pegula ed Emma Navarro (più eventualmente Pegula-Townsend in doppio), Lindsay Davenport ha portato a Shenzhen una formazione abbastanza simile alla migliore possibile. E invece non sono arrivate nemmeno al doppio di spareggio, stritolate dalla motivazione e la coesione del team italiano. Concetti nuovi, dicevamo. In verità uno c’è: 48 ore fa parlavamo di un squadra Paolini Centrica, pur ammettendo l’importanza di Lucia Bronzetti nel successo di dodici mesi fa.
Nella settimana di Shenzhen, invece, ha avuto un ruolo cruciale Elisabetta Cocciaretto. Dopo il rocambolesco successo contro Yue Yuan, ha vinto un match spettacolare, contro pronostico, rifilando un doppio 6-4 a Emma Navarro. L’americana non è nel suo miglior momento, ma nei giorni scorsi aveva sempre portato il punto, in rimonta. Elisabetta le ha negato il tris con un tennis tutto intensità, fondato su un bel rovescio compatto e un dritto miglioratissimo, uniti alla capacità di giocare spesso in controbalzo. Elisabetta non è nuova a successi contro le top-20 WTA (erano cinque, l’ultimo contro la Pegula a Wimbledon), ma quello di oggi vale doppio perché ha permesso alla Paolini di scendere in campo più tranquilla contro la Pegula, offrendoci la possibilità di evitare un doppio che sarebbe stato complesso, sicuramente più difficile rispetto a quello di venerdì contro l’Ucraina. E così è stato: nel sesto scontro diretto contro l’americana (aveva perso tutti i precedenti!) la Paolini ha ripetuto quanto fatto contro la Svitolina, vincendo tutti i punti più importanti.
