Pattugliamenti britannici in Arabia Saudita contro gli Houthi

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Il Regno Unito ha ampliato il sostegno all’Arabia Saudita con pattugliamenti Raf difensivi contro gli Houthi, senza attacchi ai ribelli.

Sette aerei acrobatici volano in formazione lasciando scie verdi e bianche nel cielo.

Saudi Hawks durante un'esibizione acrobatica in Arabia Saudita. Foto: Meshari Alawfi — CC BY 4.0, via Wikimedia Commons

Saudi Hawks durante un’esibizione acrobatica in Arabia Saudita. Foto: Meshari Alawfi — CC BY 4.0, via Wikimedia Commons
Saudi Hawks90.jpg — Meshari Alawfi

Secondo la Repubblica, il Regno Unito ha ampliato il 19 ottobre il sostegno militare all’Arabia Saudita contro gli Houthi. L’impiego della Raf in Arabia Saudita comprende pattugliamenti aerei difensivi dei jet della Royal Air Force, senza attacchi britannici agli obiettivi dei ribelli sostenuti dall’Iran.

La linea è stata indicata dal segretario di Stato britannico per la Difesa, Wes Streeting: i velivoli di Londra opereranno in funzione difensiva e non colpiranno obiettivi degli Houthi.

I pattugliamenti britannici in Arabia Saudita

L’ampliamento del sostegno britannico riguarda i pattugliamenti aerei difensivi condotti dai jet della Royal Air Force a sostegno dell’Arabia Saudita contro gli Houthi.

Non viene indicato il numero dei jet coinvolti nei pattugliamenti.

L’incontro fra Hegseth e Netanyahu

Secondo la Repubblica, il segretario alla Difesa degli Stati Uniti Pete Hegseth ha incontrato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. Il colloquio si è svolto nella serata precedente al resoconto citato dalla fonte, durante una visita a sorpresa di Hegseth in Israele descritta come avvenuta a otto giorni dalle elezioni.

Donald Trump ha indicato la necessità di decidere come Washington intenda vincere in Iran e ha fissato come obiettivo evitare che il Paese disponga dell’arma nucleare.

“Devo decidere sull’Iran, devo decidere come vogliamo vincere” — Donald Trump

Le posizioni su Iran e Turchia

Secondo la Repubblica, un funzionario iraniano ha sostenuto che Teheran si stia preparando a nuovi attacchi israeliani e statunitensi, non a un accordo con gli Stati Uniti per mettere fine alla guerra. Alti funzionari iraniani citati da Reuters hanno inoltre affermato che l’Iran avrebbe prolungato deliberatamente i colloqui con Washington nel tentativo di indebolire politicamente Trump in vista delle elezioni di midterm.

“L’Iran si sta preparando a nuovi attacchi israeliani e Usa, non a un accordo con l’America per porre fine alla guerra” — un funzionario iraniano

Per la Repubblica, Netanyahu ha escluso di volere uno scontro con la Turchia, attribuendo a Recep Tayyip Erdogan la volontà dello scontro.

“Non voglio uno scontro con la Turchia. E’ la Turchia a volere uno scontro con noi” — Benjamin Netanyahu

Netanyahu ha anche affermato che Israele è impegnato a far cadere il regime iraniano. A suo giudizio, la caduta del regime in Iran porterebbe al crollo di Hezbollah in Libano.

I due arresti per il piano contro Fairford

Secondo la Repubblica, nel sud dell’Inghilterra due uomini sono stati nuovamente arrestati nell’ambito delle indagini sul presunto piano di attacco contro la base della Raf di Fairford. Sono accusati di spionaggio per conto dell’Iran.

  • Uno degli arrestati ha 24 anni.
  • L’altro ha 25 anni.
  • L’indagine riguarda il presunto piano contro la base britannica di Fairford.

Hormuz, traffico marittimo e missione Aspides

Secondo la Repubblica, nello Stretto di Hormuz un portavoce del Comando Centrale degli Stati Uniti ha dichiarato che il 95% delle navi riesce ad attraversare con successo il passaggio. La versione statunitense sostiene che le rotte internazionali siano state bonificate dalle mine e indica missili e droni iraniani come strumenti degli atti di aggressione.

“Abbiamo bonificato le rotte di navigazione internazionali nello Stretto di Hormuz dalle mine. L’Iran sta utilizzando missili e droni nei suoi atti di aggressione” — portavoce del Comando Centrale degli Stati Uniti

Sullo stretto restano però versioni contrapposte: gli Stati Uniti lo descrivono aperto al traffico marittimo e senza mine sulle rotte, mentre l’Iran sostiene che sia chiuso e che due petroliere abbiano urtato mine navali.

Sempre secondo la Repubblica, Kaja Kallas ha detto che le fregate promesse dagli Stati membri dell’Unione europea alla missione Aspides devono essere effettivamente dispiegate.

“gli impegni assunti dagli Stati membri a fornire ulteriori fregate sono di grande importanza, ma è necessario che tali navi vengano effettivamente dispiegate” — Kaja Kallas

L’esito dell’incontro fra Hegseth e Netanyahu non è riportato dalla fonte, che non indica ulteriori sviluppi.


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