Pimonte, Francesco Di Martino ucciso vicino a una stalla

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Francesco Di Martino, 65 anni, è stato ucciso a colpi di arma da fuoco vicino a una stalla a Pimonte. Indagini coordinate dalla Dda di Napoli.

Auto dei carabinieri e militari davanti a una stalla delimitata, ai piedi delle montagne

La stalla di via Gesinella, teatro dell'agguato. Foto: Radiomarte — Pimonte, ucciso Francesco Di Martino: agguato nella stalla (https://www.radiomarte.it/pimonte-francesco-di-martino-ucciso-camorra/)

La stalla di via Gesinella, teatro dell’agguato
Foto: Radiomarte — Pimonte, ucciso Francesco Di Martino: agguato nella stalla radiomarte.it

Secondo Cronache della Campania, Francesco Di Martino è stato ucciso a colpi di arma da fuoco nella tarda mattinata del 30 ottobre 2026, nei pressi di una stalla in via Gesinella, a Pimonte. L’uomo, di 65 anni, era indicato come una figura storicamente conosciuta negli ambienti della camorra locale e veniva chiamato con due soprannomi.

I carabinieri lo hanno trovato riverso a terra, supino, con numerosi colpi di proiettile sul corpo. La Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli coordina le indagini sull’omicidio.

Il ritrovamento nei pressi della stalla

L’agguato è avvenuto lungo via Gesinella, nel territorio comunale di Pimonte. Il corpo di Di Martino era a terra quando sono arrivati i militari della Compagnia di Castellammare di Stabia.

L’area del delitto è stata transennata e sottoposta a rilievi.

“’Zi Ciccio” o “Ciccio ciccione” — soprannomi con cui era conosciuto Francesco Di Martino

La ricostruzione riferisce che l’azione sarebbe stata pianificata dopo un monitoraggio degli spostamenti e delle abitudini della vittima. La Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli coordina le indagini.

I rilievi dei carabinieri in via Gesinella

Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Castellammare di Stabia. Gli investigatori stanno acquisendo i filmati dei varchi e dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona.

  • intervento dei carabinieri della Compagnia di Castellammare di Stabia;
  • transennamento dell’area e rilievi sul posto;
  • acquisizione dei filmati dei varchi della zona;
  • acquisizione dei filmati dei sistemi di videosorveglianza.

Il fascicolo è coordinato dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, che segue l’inchiesta sul delitto avvenuto a Pimonte.

La pista del cartello Afeltra-Di Martino

La pista privilegiata dagli investigatori viene collegata al cartello Afeltra-Di Martino. Nella ricostruzione della fonte, l’azione contro il sessantacinquenne sarebbe stata pianificata dopo un monitoraggio dei suoi spostamenti e delle sue abitudini.

Il gruppo viene collegato alla coltivazione intensiva di marijuana e al narcotraffico internazionale. Nello stesso quadro viene ricordato l’omicidio di Raffaele Afeltra, conosciuto come “’o Burraccione”, ucciso il 30 agosto a bordo di una Fiat Panda nella località Zappino, lungo la strada tra Pimonte e Agerola.

L’agguato del 2018 e l’operazione Green Life

Nel 2018 Francesco Di Martino era scampato a un agguato nei boschi di Pimonte nel quale era stato ucciso il suo autista Filippo Sabatino.

Nel luglio 2022 i carabinieri di Castellammare lo avevano arrestato nell’ambito dell’operazione antimafia “Green Life”. Nel covo dell’uomo, sempre secondo la ricostruzione riportata, erano stati trovati armi, munizioni, denaro contante, travestimenti e stupefacenti.

  • armi e munizioni;
  • denaro contante;
  • travestimenti;
  • stupefacenti.

Gli elementi ancora da chiarire

Non sono stati identificati gli autori materiali dell’omicidio e non è stato precisato il numero degli aggressori. Restano senza indicazione l’arma utilizzata e il numero esatto dei colpi esplosi.

Non è stato chiarito se Di Martino stesse effettivamente nutrendo gli animali al momento dell’agguato. Non risultano arresti o denunce per il delitto, mentre l’esito degli accertamenti sui filmati dei varchi e della videosorveglianza non è stato indicato.

Le indagini coordinate dalla Dda di Napoli

Le indagini sull’omicidio di Francesco Di Martino sono coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli. Gli investigatori stanno acquisendo i filmati dei varchi e dei sistemi di videosorveglianza della zona.


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