Corteo Usb a Napoli, 20mila-50mila persone e via Marina bloccata

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Il corteo Usb del 30 ottobre a Napoli ha portato lavoratori e studenti fino a stazione, via Marina e porto, con presenze tra 20mila e 50mila.

Folla di manifestanti con bandiere e striscioni attraversa una piazza urbana durante la protesta.

Migliaia in corteo durante lo sciopero a Napoli. Foto: Ilfattovesuviano — Migliaia in corteo a Napoli, bruciato manifesto con la Meloni - il Fatto Vesuviano (https://www.ilfattovesuviano.it/2026/10/migliaia-in-corteo-a-napoli-bruciato-manifesto-con-la-meloni)

Migliaia in corteo durante lo sciopero a Napoli
Foto: Ilfattovesuviano — Migliaia in corteo a Napoli, bruciato manifesto con la Meloni – il Fatto Vesuviano ilfattovesuviano.it

Il corteo Usb Napoli del 30 ottobre 2026 ha attraversato la città dalla zona di piazza Mancini fino alla stazione centrale, a via Marina e al porto. Secondo Agenzia ANSA, alla mobilitazione dello sciopero generale indetto dall’Usb hanno preso parte lavoratori e studenti, con una presenza indicata dagli organizzatori tra 20mila e 50mila persone.

La manifestazione era partita davanti alla statua di Garibaldi. Si è conclusa senza scontri né incidenti.

La partenza da piazza Mancini

All’appuntamento hanno partecipato studenti universitari, delegazioni scolastiche, lavoratori, famiglie, attivisti pro Palestina e sfollati dei Campi Flegrei. Gli organizzatori non hanno consentito una stima esatta delle presenze.

La formula usata dagli organizzatori è stata:

“Siamo ventimila… trentamila… cinquantamila” — gli organizzatori

La forbice comprendeva quindi tre soglie diverse, da 20mila fino a 50mila partecipanti. Erano presenti studenti universitari e delegazioni scolastiche, lavoratori e famiglie, attivisti pro Palestina e sfollati dei Campi Flegrei.

Il percorso verso stazione, via Marina e porto

Dopo la partenza da piazza Mancini, la manifestazione ha raggiunto la stazione centrale di Napoli, via Marina e il porto. Una delegazione è entrata nella stazione e si è fermata per alcuni minuti davanti ai binari.

Su via Marina i manifestanti hanno occupato entrambe le carreggiate, con la circolazione paralizzata. Il corteo si è poi concluso senza incidenti, secondo quanto riferito dall’agenzia.

Riqualificato l’atrio di Portici-Ercolano

Secondo Agenzia ANSA, Rete ferroviaria italiana ha riqualificato l’atrio della stazione Portici-Ercolano, intervenendo su rivestimenti in marmo travertino, infissi e impianto di illuminazione. Per i lavori sono stati investiti 180mila euro.

Lo scalo è legato alla Napoli-Portici, indicata come la prima ferrovia italiana e inaugurata nel 1839. L’intervento ha riguardato gli elementi dell’atrio ferroviario: il marmo travertino per i rivestimenti, gli infissi e l’illuminazione.

Il rapporto Respiro sugli orfani di femminicidio

Secondo Agenzia ANSA, a Napoli è stato presentato il rapporto del progetto Respiro, dedicato agli orfani di femminicidio. La rilevazione prende in esame 124 orfani appartenenti a 78 nuclei familiari, presi in carico in sei regioni.

  • Nell’87,7% dei casi documentati, l’autore del reato era un genitore dell’orfano;
  • il 25% degli orfani considerati ha assistito direttamente al delitto;
  • l’83,1% aveva una forma documentata di violenza o un evento stressante precedente al delitto;
  • il 45,5% dei casi documentati non ha usufruito dei benefici economici previsti dal decreto 71/2020.

Il rapporto riporta anche due indicazioni non coincidenti sulla presenza dei bambini in casa al momento del delitto: in un passaggio afferma che erano più della metà, mentre in quello successivo indica il 32% dei casi, senza necessariamente riferirsi a testimoni diretti.

I dati raccolti nelle sei regioni

Il 25% degli orfani considerati ha assistito direttamente al delitto. L’83,1% aveva invece una forma documentata di violenza o un evento stressante precedente al delitto. Per il 45,5% dei casi documentati non risultano utilizzati i benefici economici previsti dal decreto 71/2020. La rilevazione riguarda 124 orfani appartenenti a 78 nuclei familiari presi in carico in sei regioni.

Il dato conclusivo documentato è che nell’87,7% dei casi l’autore del reato era un genitore dell’orfano.


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