Khamenei, ordine all’Iran: risposta a eventuali attacchi Usa
Mojtaba Khamenei ha ordinato una risposta iraniana a eventuali attacchi Usa, mentre Araghchi ha escluso incontri diretti con Washington.
Il confronto tra Teheran e Washington. Foto: Ilgiornaleditalia — Iran-Usa, nuovi colloqui sullo Stretto di Hormuz in Oman, Mojtaba Khamenei: "Gli assassini di mio padre pagheranno" - Il Giornale d'Italia (https://www.ilgiornaleditalia.it/news/esteri/802501/iran-usa-colloqui-hormuz-oman-mojtaba-khamenei-vendetta.html)
Foto: Ilgiornaleditalia — Iran-Usa, nuovi colloqui sullo Stretto di Hormuz in Oman, Mojtaba Khamenei: "Gli assassini di mio padre pagheranno" – Il Giornale d’Italia ilgiornaleditalia.it
Secondo la Repubblica, Mojtaba Khamenei, Guida Suprema dell’Iran, ha ordinato alle forze armate iraniane di rispondere a eventuali nuovi attacchi degli Stati Uniti in modo immediato, incisivo e senza restrizioni geografiche.
Il ministro degli Esteri Abbas Araghchi aveva dichiarato che non erano programmati incontri tra rappresentanti iraniani e funzionari statunitensi. Intanto, gli Stati Uniti avevano avvertito gli alleati del Golfo della possibilità di nuovi attacchi dal 4 novembre.
L’ordine di Khamenei alle forze armate
Khamenei ha chiesto una risposta militare a possibili raid statunitensi senza delimitazioni territoriali. Nell’ordine rientrava anche un aggiornamento completo della lista degli obiettivi, che avrebbe dovuto comprendere beni fisici e non fisici del nemico definito statunitense-sionista, entro il raggio d’azione delle forze armate iraniane.
“in modo immediato, incisivo e senza restrizioni geografiche” — Mojtaba Khamenei
La formulazione colloca sullo stesso piano la rapidità della reazione, la sua intensità e l’assenza di limiti geografici. L’aggiornamento degli obiettivi è parte della stessa indicazione impartita alle forze armate, riferita nel quadro delle ipotesi su ulteriori azioni americane contro l’Iran.
Le informazioni circolate sugli attacchi non descrivevano però una decisione definitiva di Washington.
“Non commentiamo piani militari sensibili che potrebbero esistere o meno” — funzionario della Casa Bianca
I contatti indiretti e la lettera di JD Vance
La Repubblica riferisce una doppia indicazione arrivata dall’Iran. Da un lato Araghchi, ministro degli Esteri iraniano, ha detto che al momento non erano previsti incontri fra delegati iraniani e funzionari degli Stati Uniti, liquidando le indiscrezioni come “mere speculazioni dei media”. Dall’altro, una fonte iraniana ha sostenuto che i negoziati con la controparte americana stavano andando avanti indirettamente attraverso un mediatore.
Le due versioni non coincidono sullo stato dei contatti: Araghchi ha escluso incontri tra rappresentanti delle due parti, mentre la fonte iraniana ha parlato di un canale negoziale indiretto. Il viceministro degli Esteri iraniano si trovava a Doha, in Qatar.
“Al momento non vediamo la necessità di incontrare gli americani. Le nostre condizioni sono chiare e i mediatori stanno proseguendo le consultazioni in merito” — Abbas Araghchi
Araghchi ha dichiarato che l’Iran aveva esaminato la lettera inviata dal vicepresidente statunitense JD Vance e che il testo era stato discusso in riunioni ad alto livello. Araghchi l’ha definita “un passo positivo”. Se l’obiettivo degli Stati Uniti nell’inviare la lettera fosse stato seminare discordia, ha avvertito il ministro, si sarebbe trattato di un altro errore da aggiungere a quelli precedenti.
Le ipotesi di attacchi dal 4 novembre
Gli Stati Uniti avevano avvertito gli alleati del Golfo della possibilità di nuovi attacchi contro l’Iran già dal 4 novembre, data indicata come quella successiva alle elezioni di metà mandato statunitensi. Le fonti citate da la Repubblica descrivevano eventuali operazioni di breve durata, ma particolarmente intense.
I Paesi del Golfo stavano facendo pressione su Washington perché allentasse le tensioni, nel timore di ritorsioni iraniane. Donald Trump aveva dichiarato di tenere tutte le opzioni sul tavolo per impedire che l’Iran ottenesse un’arma nucleare. Axios, citato dalla Repubblica, aveva aggiunto che il presidente avrebbe potuto autorizzare una vasta operazione militare se il Partito repubblicano avesse subito pesanti perdite alle elezioni di metà mandato.
- 4 novembre: data dalla quale erano stati prospettati possibili nuovi attacchi contro l’Iran.
- Stati del Golfo: impegnati a sollecitare un allentamento delle tensioni con Washington.
- Donald Trump: aveva dichiarato di mantenere aperte tutte le opzioni sul dossier nucleare iraniano.
I pescatori ritrovati vicino a Qeshm
Nello stretto di Hormuz, al largo dell’isola di Qeshm, due pescatori dispersi dopo un attacco al loro peschereccio sono stati ritrovati vivi. Erano padre e figlio e risultavano in buone condizioni di salute.
Nello stesso attacco erano rimasti feriti altri due pescatori. I media iraniani avevano attribuito il bersaglio di due pescherecci a droni statunitensi. L’episodio si è inserito nella tensione lungo lo stretto di Hormuz, indicato come luogo dell’attacco.
Il voto israeliano e l’avvertimento a Netanyahu
Secondo il Corriere della Sera, durante lo scrutinio delle elezioni israeliane le opposizioni venivano indicate a 65 seggi, contro i 55 assegnati alla coalizione di governo. Il conteggio avrebbe potuto proseguire fino al giorno successivo o fino a venerdì 30 ottobre 2026, per includere le schede per corrispondenza e quelle dei seggi speciali.
Con quei numeri, il presidente Isaac Herzog avrebbe probabilmente affidato a Benjamin Netanyahu l’incarico di formare il nuovo governo. Secondo il Corriere della Sera, la legge israeliana assegna al leader designato 28 giorni per formare il governo, con un’eventuale proroga di due settimane.
Nel corso della fase elettorale, Yair Golan aveva intimato a Netanyahu di non attaccare l’Iran nei giorni decisivi del voto.
“Non osi usare la sicurezza di Israele per il proprio tornaconto politico” — Yair Golan
Restavano quindi insieme il confronto elettorale israeliano, le indicazioni militari iraniane e le ipotesi di nuove azioni statunitensi dal 4 novembre. Sul fronte diplomatico, il dato concreto era la prosecuzione delle consultazioni indirette attraverso un mediatore, mentre l’Iran escludeva incontri diretti con funzionari americani.

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