Ucraina, Zelensky e le garanzie di sicurezza per la Russia

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Zelensky apre alle garanzie di sicurezza russe; a Kharkiv feriti e persone sotto le macerie, mentre a Oleshky regge una tregua di sei giorni.

Immagine illustrativa generata al computer sul tema: edificio danneggiato dai bombardamenti con soccorritori tra le macerie

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Secondo la Repubblica, Volodymyr Zelensky ha aperto alla possibilità di includere le garanzie di sicurezza richieste dalla Russia in un futuro accordo per porre fine alla guerra in Ucraina. Le questioni sollevate da Mosca potevano essere discusse con la mediazione degli Stati Uniti, mentre i colloqui trilaterali fra Russia, Ucraina e Stati Uniti erano indicati per la metà di novembre.

Le dichiarazioni di Zelensky sulle garanzie russe

Il presidente ucraino ha detto che prima doveva essere risolta la questione della guerra e solo in seguito potevano essere cercate risposte alle richieste poste dalla Russia sulla sicurezza. Le questioni concettuali avanzate da Mosca, ha aggiunto, potevano essere trattate attraverso la mediazione statunitense.

“Prima dobbiamo risolvere la questione di questa guerra e solo poi cercare risposte alle richieste che la Russia solleva sulla base delle sue proprie opinioni e aspettative sulla sicurezza” — Volodymyr Zelensky

“Possiamo discutere le questioni concettuali sollevate dai russi con la mediazione degli Stati Uniti” — Volodymyr Zelensky

Colloqui trilaterali senza gli europei

Yuri Ushakov ha dichiarato che gli europei non erano stati invitati né consultati sui colloqui trilaterali di metà novembre.

“Gli europei potrebbero presentarsi se comprano i biglietti ma nessuno li inviterà al tavolo negoziale” — Yuri Ushakov

Nello stesso quadro, Donald Trump valutava la rimozione di ulteriori sanzioni contro Mosca. Recep Tayyip Erdogan ha discusso con Trump delle relazioni bilaterali e degli sviluppi regionali e globali; il governo turco ha dichiarato di essere pronto a sostenere il tentativo di “rilanciare il processo diplomatico” fra Ucraina e Russia.

Vladimir Putin ha inoltre definito Elon Musk un genio e ha detto che la Russia è in contatto con il fondatore di Starlink.

“Elon Musk è un genio, un vero genio” — Vladimir Putin

Kharkiv colpita e la tregua locale a Oleshky

A Kharkiv, il colpo russo contro un edificio ha lasciato persone ferite e altre ancora tra le macerie.

Nella città ucraina di Oleshky, occupata dai russi, reggeva intanto una tregua di sei giorni. Vi risiedevano circa 2.000 persone. Un’operazione umanitaria forniva cibo e medicinali ed evacuava le persone che desideravano andarsene.

  • La tregua a Oleshky aveva una durata prevista di sei giorni.
  • I residenti rimasti erano circa 2.000.
  • L’operazione umanitaria forniva cibo e medicinali.
  • Erano previste evacuazioni per chi desiderava lasciare la città.

La linea elettrica di Zaporizhzhia

Rosatom si è detta pronta a un cessate il fuoco temporaneo per consentire la riparazione della linea elettrica Dneprovskaya della centrale nucleare di Zaporizhzhia. La linea principale ha una capacità di 750 kilovolt ed è disattivata dalla fine di marzo per i danni subiti dai suoi piloni.

Il cessate il fuoco non era stato ancora deciso.

“Per quanto riguarda la riparazione della linea Dneprovskaya, i nostri amici dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA) si sono assunti determinati obblighi per iniziare eventualmente le riparazioni in regime di cessate il fuoco. Non è stata ancora presa alcuna decisione, siamo pronti” — Alexei Likhachev

L’indagine tedesca su un possibile sabotaggio

La Procura generale di Monaco indaga infine su due cittadini bielorussi, di 39 e 50 anni, sospettati di aver pianificato un sabotaggio nell’area di Norimberga.

L’indagine riguarda due persone e un presunto piano nella zona di Norimberga.

Le posizioni su Israele, Iran e Hezbollah

Secondo ANSA, Antonio Tajani ha auspicato che chiunque formi il prossimo governo israeliano lavori per la pace.

“Io mi auguro che chiunque vada al governo lavori per la pace” — Antonio Tajani

Il governo iraniano ha affermato di trovarsi in stato di guerra dal 28 febbraio, data dell’attacco americano e israeliano. Il ministero degli Esteri di Teheran ha avvertito che una nuova “avventura militare” nel Golfo avrebbe avuto un costo per i mercati dell’energia.

Esmail Baghaei ha detto che per l’Iran non faceva differenza chi avrebbe guidato Israele, mentre Hezbollah continuava a prepararsi a una ripresa delle ostilità, secondo fonti libanesi citate dall’ANSA.

“Per noi non fa alcuna differenza chi guiderà un’entità che non ha portato alla nostra regione altro che violenza e massacri” — Esmail Baghaei

Restava senza decisione il cessate il fuoco temporaneo proposto da Rosatom per le riparazioni della linea Dneprovskaya.


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