Pogačar, tre vertebre rotte dopo la caduta alla Vuelta
Tadej Pogačar ha raccontato che la caduta alla Vuelta del 29 agosto gli ha causato tre vertebre fratturate, clavicola rotta e commozione.
Pogačar esulta al termine di una tappa della Vuelta. Foto: Uaeteamemirates — Tadej Pogačar mounts imperious attack to win stage 4 of the Vuelta a España - UAE team Emirates (https://www.uaeteamemirates.com/tadej-pogacar-mounts-imperious-attack-win-stage-4-vuelta-espana/)
Foto: Uaeteamemirates — Tadej Pogačar mounts imperious attack to win stage 4 of the Vuelta a España – UAE team Emirates uaeteamemirates.com
Secondo Cicloweb, Tadej Pogačar ha scoperto sei settimane dopo la caduta alla Vuelta a España del 29 agosto di avere tre vertebre fratturate, e non una sola. Nell’incidente il corridore della UAE Emirates-XRG ha riportato anche la frattura della clavicola sinistra e una commozione cerebrale.
La diagnosi ha cambiato la misura delle conseguenze dell’incidente: le vertebre coinvolte erano la C7, la T1 e la T2. Pogačar ha raccontato di aver vissuto quei giorni con difficoltà fisiche e psicologiche, prima di riprendere gradualmente l’attività.
Le fratture emerse sei settimane dopo l’incidente
All’inizio era stata individuata una frattura vertebrale. Le due lesioni aggiuntive sono emerse soltanto sei settimane più tardi, completando un quadro che comprendeva tre vertebre rotte. La nuova diagnosi è arrivata mentre il recupero era già in corso e ha riportato l’attenzione sulla gravità delle conseguenze della caduta.
Pogačar ha descritto la propria reazione senza attenuare il peso di quanto appreso.
“Quando ho visto che avevo tre vertebre rotte, ero semplicemente felice di essere ancora vivo, o di riuscire comunque a stare in piedi.” — Tadej Pogačar
Una radiografia svolta circa tre settimane dopo l’incidente aveva già indicato che la frattura non si era ancora consolidata a sufficienza. Il passaggio successivo ha quindi reso necessario proseguire con prudenza, senza forzare il ritorno alla piena attività.
Clavicola e commozione nel quadro delle lesioni
Alle fratture della colonna si sono aggiunte la clavicola sinistra rotta e la commozione cerebrale. Quest’ultima gli ha provocato nausea, vertigini e problemi di coordinazione, sintomi che hanno inciso anche sui gesti più semplici della fase immediatamente successiva all’incidente.
Il corridore ha avuto bisogno dell’aiuto del medico della squadra persino per fare la doccia. L’intervento chirurgico è durato un’ora e quaranta minuti, un dato che restituisce la complessità del percorso affrontato dopo la caduta.
- Tre vertebre fratturate: C7, T1 e T2.
- Frattura della clavicola sinistra.
- Commozione cerebrale con nausea, vertigini e difficoltà di coordinazione.
- Un intervento chirurgico della durata di un’ora e quaranta minuti.
Il tentativo di puntare ai Campionati Europei
Prima che il recupero mostrasse tutti i suoi ostacoli, Pogačar aveva sperato di tornare in bicicletta per i Campionati Europei del 4 ottobre. La radiografia eseguita circa tre settimane dopo la caduta, però, aveva evidenziato una guarigione ancora insufficiente della frattura.
Quel controllo si inseriva in una fase in cui l’obiettivo era riprendere confidenza con la bicicletta. Il programma di recupero ha poi incluso i rulli e le sedute quotidiane dal fisioterapista, attività dalle quali Pogačar ha detto di aver iniziato a trarre beneficio.
La ripresa graduale dopo i giorni più difficili
Il corridore ha definito il proprio stato mentale dopo l’incidente con parole nette.
“Ero semplicemente depresso. Non provavo niente”. — Tadej Pogačar
Con il passare del tempo ha ripreso ad allenarsi, a correre e a nuotare. La risalita è passata dunque da esercizi controllati e dal lavoro con il fisioterapista, fino al ritorno a più attività fisiche, senza cancellare i limiti imposti dalle lesioni.
Resta infatti la necessità di evitare carichi pesanti con il braccio sinistro e sollecitazioni eccessive al collo. Pogačar considera inoltre una nuova caduta in bicicletta un rischio particolarmente preoccupante per le possibili conseguenze.
Le cautele prima del ritorno alle gare
La data del rientro nelle competizioni non è stata indicata. Per ora il quadro raccontato dal corridore impone un recupero segnato dalla tutela della clavicola, del collo e delle vertebre, anche mentre allenamento, corsa e nuoto sono tornati a far parte della sua routine.
La cautela resta legata soprattutto alla possibilità di un altro incidente: dopo le lesioni subite il 29 agosto, la protezione da nuovi urti è diventata uno dei punti centrali del percorso di Pogačar.

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