Quale sarà la prossima hit degli Anni ‘80 ad essere rilanciata da “Stranger Things”?
Le canzoni del 1986 che suggeriscono i temi (e la trama) della quarta ed ultima stagione della serie Netflix, che uscirà in due parti tra maggio e luglio. Dopo “Africa” dei Toto e “Should I stay or should I go” dei Clash, quale hit sarà rilanciata?
Una celebrazione dell’amicizia tra i ragazzini protagonisti della serie, nel frattempo diventati piccoli adulti? Dallo slogan “Friends don’t lie” (“Gli amici non mentono”), tormentone della prima, iconica stagione, a “That’s what friends are for” (“È a questo che servono gli amici”), che oltre a sintetizzare l’intera storia e dunque anche il finale, appena annunciato dai creatori della serie, è anche il titolo di quella che fu la canzone più venduta negli Stati Uniti alla fine del 1986, l’anno in cui – lo rivelano le anticipazioni – sarà ambientata “Stranger Things 4” Le canzoni di quell’annata discografica suggeriranno i temi e la trama della quarta ed ultima stagione della fortunatissima serie di Netflix, che uscirà in due parti tra maggio e luglio? Forse.
D’altronde la colonna sonora ha sempre giocato un ruolo di primissimo piano, in “Stranger Things”: non tanto quella originale, composta da Kyle Dixon e Michael Stein della band di musica elettronica dei Survive, ispirata ai capolavori per il grande schermo di Jean-Michel Jarre, Vangelis, Goblin, John Carpenter e Giorgio Moroder, quanto quella non originale, composta dalle hit degli Anni ’80 scelte per accompagnare le scene clou degli episodi delle prime tre stagioni. Da “Africa” dei Toto, che proprio grazie a “Stranger Things” ha vissuto una seconda popolarità, a “Should I stay or should I go” dei Clash, passando per “Every breath you take” dei Police, solo per citarne alcune: quale sarà la prossima?
Le hit del 1986
“Sarò al tuo fianco per sempre / è a questo che servono gli amici”, cantavano nel ritornello di “That’s what friends are for” alla fine del 1985 Dionne Warwick, Elton John, Gladys Knight e Stevie Wonder, reincidendo il brano originariamente interpretato da Rod Stewart quattro anni prima per la colonna sonora del film “Night shift – Turno di notte” di Ron Howard.
Il brano tenne banco nelle classifiche di vendita americane – “Stranger Things” è ambientata nella fittizia cittadina di Hawkins, nello stato dell’Indiana: in realtà la serie è stata girata in Georgia, nell’area di Atlanta – per tutto il 1986, conquistando alla fine dell’anno il primo posto della Billboard Year-End Hot 100, la classifica relativa ai 100 singoli di maggiore successo negli Usa. Al secondo posto “Say you, say me” di Lionel Richie, canzone abituata già a sincronizzazioni in film o serie tv: il brano faceva parte della colonna sonora de “Il sole a mezzanotte” di Taylor Hackford, che ha qualcosa in comune con “Stranger Things 4”. Il film raccontava la storia di Nikolai Rodchenko, un ballerino russo fuggito negli Stati Uniti, che a causa di un incidente aereo si ritrova costretto ad atterrare in Unione Sovietica, dove gli uomini del KGB cercano di trattenerlo ad ogni costo e con ogni mezzo. In Unione Sovietica è ambientata parte della quarta stagione della serie dei Duffer Brothers: è lì che si ritrova imprigionato il personaggio di Jim Hopper, interpretato da David Harbour, sopravvissuto all’esplosione del macchinario sovietico nella terza stagione. “From Russia with love”, avevano scritto i Duffer Brothers in uno dei primi trailer di “Stranger Things 4”, citando 007.
“On my own”: chi è la donna che cammina da sola?
Nella locandina di “Stranger Things 4” i vari personaggi della serie camminano, in posti diversi, verso quello che ha tutta l’aria di essere il portale tra il mondo reale e il sottosopra: tra questi c’è anche una donna, di spalle, la cui identità è avvolta da un velo di mistero (si tratta di Undici o di sua mamma?). È l’unica a camminare da sola e non in gruppo: “On my own”, letteralmente “da sola” era il titolo della canzone che proprio nel 1986 permise al duo composto da Patti LaBelle e Michael McDonald di diventare un successo al di là e al di qua dell’Atlantico. Sempre quell’anno Prince cantava “Kiss”, Madonna “Papa don’t preach”, le Bangles “Manic Monday”, Whithey Houston scalava le classifiche con “How will I know” e “The greatest love of all”.
Cyndi Lauper e Eddie Murphy
Chissà che negli episodi di “Stranger Things 4” non finisca pure un omaggio musicale a Eddie Murphy, che nel 1986 fece uscire il singolo “Party all the time”, il brano che fece da traino al suo album d’esordio “How could it be”. Quello fu anche l’anno di “True colors” di Cyndi Lauper, che però è stata già omaggiata da “Stranger Things”: la sua “Time after time” chiuse la seconda stagione della fortunata serie, facendo da sottofondo sonoro alla romantica scena del ballo di Dustin (Gaten Matarazzo) e Nancy (Natalia Dyer). Gli episodi dell’ultima stagione di “Stranger Things” saranno in tutto nove: la prima parte arriverà il 27 maggio, l’altra il 1° luglio. La vicenda riprende lì dove si era interrotta con la fine della terza stagione. Sono passati sei mesi dalla battaglia di Starcourt, che ha portato terrore e distruzione a Hawkins. Mentre affrontano le conseguenze di quanto successo, i protagonisti di “Stranger Things” si separano per la prima volta, e le difficoltà del liceo non facilitano le cose. In questo periodo particolarmente vulnerabile arriva una nuova e orribile minaccia soprannaturale assieme a un mistero cruento che, una volta risolto, potrebbe mettere fine agli orrori del Sottosopra. (rockol.it)
