RICOLFI “SUL COVID IL GOVERNO HA DORMITO”

Sulla lotta al Covid abbiamo preso un grande abbaglio. Altro che modello italiano da seguire. Se guardiamo al bilancio complessivo in termini di morti e di caduta del pil, su 37 società avanzate solo quattro hanno avuto più morti per abitante di noi». Luca Ricolfi, sociologo, docente di Analisi dei dati dell’Università di Torino, presidente della Fondazione Hume, in questa intervista con ItaliaOggi smonta cifre e smentisce affermazioni che hanno preso piede nella comunicazione di massa. Per esempio, il numero di tamponi: «Tutti i maggiori paesi occidentali, compresa la Francia, da almeno due mesi fanno il doppio o il triplo dei tamponi che facciamo noi, e questo finisce per gonfiare il numero di nuovi casi diagnosticati, permettendo a noi – che di tamponi ne facciamo molti di meno – di cullarci nell’illusione di stare meglio di altri». E passa in rassegna« i cinque peccati capitali del governo». Un nuovo lockdown potrebbe servire a bloccare l’epidemia? «Il disastro c’è già stato, purtroppo, e il neo-lockdown che verrà non potrà che aggravare i costi per l’economia».

Domanda. Professore, dal vostro osservatorio della Fondazione Hume continuate ad analizzare i dati sull’andamento dell’epidemia. Come siamo messi a contagi rispetto a marzo scorso?

Risposta. Il numero attuale di persone contagiose nessuno lo conosce, perché i casi rilevati – oggi come ieri – sono solo la punta dell’iceberg. Io ritengo, basandomi soprattutto sui dati dei ricoveri, che il numero di persone in grado di infettare gli altri possa essere dell’ordine di 1/3 di allora. Quanto al parametro più importante, la velocità di crescita dei contagi, quella attuale è la stessa dei giorni intorno al 21 marzo, quando venne decretato il vero lockdown, con la proibizione degli spostamenti fra comuni: i nuovi casi raddoppiano ogni settimana. Evidentemente è questa la soglia che induce i politici a risvegliarsi dal loro torpore.

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: