Rione Traiano, 31 ordinanze: accuse su Salvatore Petrone
A Napoli 31 ordinanze nell’inchiesta Petrone-Puccinelli: le dichiarazioni di Domenico Di Napoli descrivono contatti dal carcere con Instagram.
Foto: Fanpage — Blitz all'alba contro il clan Petrone-Puccinelli del Rione Traiano: 31 misure cautelari fanpage.it
Nel Rione Traiano un blitz nell’area occidentale di Napoli ha portato a 31 ordinanze di custodia cautelare nell’inchiesta sul cartello Petrone-Puccinelli. Secondo Cronache della Campania, i provvedimenti sono stati emessi dal gip Fabrizia Fiore su richiesta della DDA di Napoli e gli atti dell’indagine superano le 780 pagine.
Al centro del sistema descritto nell’inchiesta c’è Salvatore Petrone, che, stando al verbale del collaboratore di giustizia Domenico Di Napoli, avrebbe continuato a esercitare il comando dal carcere attraverso contatti clandestini, un falso profilo Instagram e un telefono.
Le ordinanze sul cartello Petrone-Puccinelli
Secondo Cronache della Campania, l’inchiesta riguarda il cartello Petrone-Puccinelli e le 31 ordinanze sono state emesse dal gip Fabrizia Fiore su richiesta della DDA di Napoli.
Gli atti dell’inchiesta superano le 780 pagine. Salvatore Petrone è indicato al centro del sistema descritto nell’indagine.
- 31 ordinanze di custodia cautelare;
- oltre 780 pagine di atti investigativi;
- un’inchiesta sul cartello Petrone-Puccinelli;
- provvedimenti emessi dal gip Fabrizia Fiore su richiesta della DDA di Napoli.
Il verbale di Domenico Di Napoli
A riferire il ruolo attribuito a Petrone è Domenico Di Napoli, che aveva iniziato il percorso di collaborazione con la giustizia il 5 settembre 2024. Il verbale illustrativo richiamato nell’inchiesta è datato 30 ottobre 2024; Di Napoli si era presentato spontaneamente alla DDA di Napoli all’indomani dell’omicidio di Gennaro Ramondino.
Nelle dichiarazioni, il collaboratore indica Antonio Gemini, conosciuto come “o moccioso”, e Antonio Martino, detto “o’ giò”, come gli intermediari attraverso i quali Petrone avrebbe continuato a comandare nel quartiere.
«Sono a conoscenza diretta in quanto ho avuto a che fare direttamente con il gruppo Petrone Puccinelli, che attualmente Petrone Salvatore continua a comandare all’interno del Rione Traiano per il tramite di Antonio Gemini alias “o moccioso” e “o’ giò” che sarebbe Antonio Martino.» — Domenico Di Napoli
I contatti attribuiti a Gemini e Martino
Il verbale citato attribuisce esclusivamente a Gemini e Martino i contatti con Petrone.
«Solo Antonio Gemini e Antonio Martino hanno contatti con Petrone Salvatore.» — Domenico Di Napoli
Ad Antonio Martino viene assegnato anche un ruolo operativo sulle piazze di spaccio del Rione Traiano: sarebbe il responsabile per conto di Petrone di tutte le piazze presenti nel quartiere. Nello stesso quadro, Martino viene indicato come persona con buoni rapporti con i De Micco di Ponticelli.
«E’ il responsabile per conto di Petrone Salvatore per tutte le piazze di spaccio sul Rione Traiano». — Domenico Di Napoli
Il riferimento ai rapporti con il gruppo di Ponticelli compare nelle dichiarazioni richiamate dall’inchiesta.
«buoni rapporti con i De Micco di Ponticelli» — Domenico Di Napoli
Il falso profilo Instagram e il telefono
Uno degli episodi riportati nel verbale riguarda un contatto che sarebbe avvenuto tramite un falso profilo Instagram chiamato “Giovannidilorenzo”.
«Ricordo in particular modo una volta che ci mettemmo in contatto con lui attraverso un profilo Instagram falso che era “Giovannidilorenzo”.» — Domenico Di Napoli
Il testo presenta quel contatto come dimostrazione del possesso di un telefonino in carcere da parte di Petrone. Si tratta della ricostruzione affidata alle dichiarazioni del collaboratore di giustizia.
«Questa è la dimostrazione che Petrone Salvatore aveva un telefonino in carcere». — Domenico Di Napoli
Il quadro giudiziario emerso dall’inchiesta
La scheda non riporta né l’esito dei procedimenti per le persone coinvolte né la ripartizione delle 31 misure tra carcere, altre misure o eventuali irreperibili.
