Rocco Hunt: “Partecipando a Sanremo ho portato il rap nelle case delle persone” 

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Il rapper campano pubblica il disco “Rivoluzione”, a due anni dal sofferto “Libertà” quando dichiarò di volersi ritirare: “Il nuovo album è la fotografia del mio percorso”.

Rocco Hunt pubblica il suo nuovo e quinto disco “Rivoluzione” con uno stato d’animo molto diverso da quello con cui si approcciava a far uscire “Libertà” nel 2019, quando fece un post di sfogo in cui dichiarava di aver intenzione di chiudere con la musica. “Ho chiuso i conti con quella ferita – dice il rapper, 26 anni – il disco fu sofferto per tanti motivi, non c’era un’identità musicale definita, basti pensare che scattai le foto di copertina un anno prima dell’uscita. Fu tutto rallentato anche da fattori esterni, da qui i continui slittamenti. Per questo feci quel post. Ma ora è tutto diverso: non devo dimostrare più niente a nessuno, non è più una gara a chi ce l’ha più lungo. Nel tour del prossimo anno ci sarà spazio sia per ‘Rivoluzione’ che per ‘Libertà’ perché li vedo collegati”. 

Due anime: pop e rap

“Rivoluzione”, prodotto da Valerio Nazo, racchiude la duplice anima di Rocco Hunt: dalla capacità di cavalcare l’onda della melodia a quella di raccontarsi nei testi, dai ritornelli che restano in testa ai brani sulle proprie origini salernitane. In “Rivoluzione” infatti convive il rap più legato a temi sociali, ma anche l’animo pop con cui Rocco Hunt si diverte a sperimentare arrivando a scrivere hit, in particolare quelle con Ana Mena, capaci di sfondare anche in altri Paesi come la Spagna, come successo a “Un bacio all’improvviso”.

“I singoli già usciti sono più pop – spiega l’artista – quelli inediti invece sono più rap, diversi li ho scritti in napoletano, un elemento a cui tengo molto. Penso che questo disco sia una bella fotografia del mio percorso di questi oltre dieci anni. La ‘rivoluzione’ di cui parlo è la mia. Ho vissuto un grande cambiamento, ho modificato il mio status quo e quello della mia famiglia, partendo da zero. Nessuno mi ha regalato nulla. A quel ragazzo partito dalla periferia oggi direi di non mollare, di tenere viva quella fame, di fregarsene di chi non crede in lui e di credere nel sogno di realizzarsi”. 

La nuova scena campana

“Rivoluzione” contiene 15 tracce e featuring con Fabri Fibra, Gué Pequeno, Luchè, Carl Brave, Emis Killa, Yung Snapp, MV Killa, LeleBlade, Boomdabash, Geolier, Ana Mena. “Ho voluto con me alcuni dei più grandi rapper italiani proprio per rimarcare ancora una volta il mio amore per questo genere – sottolinea – non era per nulla scontato averli con me. Fibra sta lavorando al nuovo disco, eppure mi ha fatto un grande regalo. Per Luchè provo un grandissimo rispetto, sono cresciuto con la sua musica. Anche tutti gli altri sono punti di riferimento o artisti che stimo. In ‘Fa o brav’ ci sono alcune delle più grandi leve della nuova scena campana: Yung Snapp, MV Killa, LeleBlade, tutti insieme a me e a Emis Killa, un altro pilastro. È un omaggio alla nuova generazione, alla mia terra. Questi ragazzi, che alla fine sono poco più giovani di me, sono dei grandissimi talenti”. 

Sanremo e Roma-Bangkok

Che cosa ha dato Rocco Hunt al rap? “Credo di aver contribuito a sdoganarlo – continua – il genere in questi anni si è evoluto, sono usciti tanti sottogeneri ed è diventato mainstream. Con “Nu juorno buono”, brano con cui partecipai al Festival di Sanremo nel 2014, ho portato il rap nelle case delle persone, facendolo conoscere a un ampio pubblico. Sanremo 2022? Non rientra nei miei piani, ma come disse Califano ‘non escludo il ritorno”. 

Roco Hunt, in questi anni, ha collaborato anche alla scrittura di “Roma-Bangkok”, “Mambo salentino”, “Moscow Mule” e altri brani. “Quando sono autore per altri sono più spensierato – conclude – contribuire alla scrittura di hit come ‘Roma-Bangkok’ mi ha dato molta credibilità nel campo. Lavorare con Federica Abbate, Takagi & Ketra, Boomdabash e altri arricchisce. Le certificazioni e il successo mi hanno dato maggiore tranquillità, per questo motivo ‘Rivoluzione’ arriva nel momento giusto”. (Rockol.it)

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