Sanremo, quello che si sa (e che si dice) sul cast

L’annuncio arriverà nei prossimi giorni

In fondo la clamorosa partecipazione di Fiorella Mannoia del 2017 rimane un precedente “al contrario”: avrebbe dovuto riportare i superbig in gara, invece quel secondo posto dietro a Francesco Gabbani e alla sua scimmia suggerì ai colleghi di guardarsi bene da rimettere piede all’Ariston. Elisa,  tornata in gara a distanza di ventuno anni dalla vittoria con “Luce (Tramonti a nord est)”, ha ottenuto “solo” la medaglia d’argento dietro al fenomeno Mahmood-Blanco e alla loro “Brividi”.

Lo ha detto Biagio Antonacci: “Non tornerò in gara al Festival. Amadeus è bravo, però la tv mi fa venire l’ansia”. Lo ha ribadito Tiziano Ferro: “Amo il Festival, ma al momento non me la sento di andare in gara”. Lo ha sottolineato, con un’attitudine decisamente più tagliente, Manuel Agnelli: “Io a Sanremo? L’ho già vinto, con i Maneskin. È stato qualche cosa di straordinario, forse non ripetibile. Non ho tutta questa fame di tornare all’Ariston”. Laura Pausini ha escluso non solo la partecipazione in gara, ma anche la sua presenza come superospite: avrebbe dovuto festeggiare all’Ariston il trentennale della vittoria tra i “giovani” nel ’93 con “La solitudine”, ma ha ammesso di aver frequentato in questi anni troppo spesso quel palco (le ultime due rispettivamente l’anno scorso e quest’anno, per annunciare la conduzione dell’Eurovision Song Contest).

E se il possibile ritorno di Giorgia in gara ventidue anni dopo “Di sole e d’azzurro” continua ad essere avvolto da un velo di mistero – la cantante romana ha appena pubblicato “Normale”, il primo singolo del suo nuovo album di inediti, del quale però non ha svelato ancora la data d’uscita – quello dei Pinguini Tattici Nucleari a due anni dal tormentone “Ringo Starr” è stato smentito dal management della band dopo il boom delle vendite dei biglietti per i concerti allo Stadio San Siro di Milano e all’Olimpico di Roma e l’annuncio del tour. Nonostante la kermesse sia a livello di numeri una vetrina ambitissima (3,2 milioni di copie vendute dai big con le canzoni di quest’anno, che hanno totalizzato 31 Dischi di platino e cinque Dischi d’oro), tanto da riconquistare l’interesse degli ospiti internazionali (Ryan Tedder degli OneRepublic ha praticamente già confermato l’ospitata della sua band), la gara continua a suscitare qualche tentennamento.

Amadeus parlerà a Milano dello stato dei lavori del Festival di Sanremo questo venerdì. Ieri sera, intanto, è apparso nello speciale “Sanremo Italia”, su RaiStoria, raccontando come sceglie le canzoni, come nasce e cresce la macchina del Festival, come è cambiato nel corso dei decenni: “Io credo che a Sanremo debba andare l’attualità discografica e per fare questo devi partire non dal nome, ma dalla canzone – ha detto – quando io scelgo i brani, penso se quella canzone può avere un successo radiofonico Tant’è che le mie scelte avvengono in automobile.

Se uno pensa che io mi chiuda in una sala di incisione con le casse, no. Io salgo in macchina e scelgo le canzoni mentre guido e a volte mi faccio anche dei viaggi proprio per ascoltare le canzoni”. Molto probabile la presenza, tra i nomi dei 22 big, che il 16 dicembre prossimo diventeranno 25 con la proclamazione dei tre vincitori di Sanremo Giovani (la finale si svolgerà in diretta su Rai1 dal Teatro del Casinò di Sanremo), di Ariete, di Levante, di Paola Turci, di Tananai, di Rosa Chemical, di Annalisa e del vincitore dell’ultima edizione di “Amici” Luigi Strangis (per rispettare una tradizione che da ormai qualche anno a questa parte vede il primo classificato tra i cantanti del talent di Maria De Filippi accedere l’anno successivo alla kermesse: prima di lui Irama, Alberto Urso, Gaia e Sangiovanni, tra gli altri).

Si vocifera del possibile ritorno dell’ex vincitore Diodato, di Daniele Silvestri, di Colapesce e Dimartino a due anni da “Musica leggerissima”, di un debutto di Brunori Sas, di Cosmo, di Ernia, di Bresh. Hanno mandato dei pezzi ad Amadeus i Boomdabash (con “Per un milione” nel 2019 consolidarono il loro successo) e Sangiovanni. Occhi puntati su Lazza, diciassette settimane al primo posto della classifica Fimi/Gfk degli album più venduti in Italia con il suo “Sirio”: ha appena annunciato il suo primo tour nei palasport, al via ad aprile, due mesi dopo la kermesse. Potrebbe essere il Blanco di quest’anno.

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