Sanzioni Iran, scontro sullo Stretto di Hormuz tra Usa e Teheran
Nuove sanzioni degli Stati Uniti contro l’Iran: Teheran e Trump divergono sullo Stretto di Hormuz, mentre crescono le code per la benzina.
La Torre Azadi emerge al centro di una piazza bagnata, sotto un cielo grigio a Teheran. Foto: viaggiaresereni.it — Teheran iran (https://viaggiaresereni.it/teheran-iran)
Foto: viaggiaresereni.it — Teheran iran viaggiaresereni.it
Gli Stati Uniti hanno annunciato nuove sanzioni contro l’Iran tra il 25 e il 26 agosto, mentre Teheran e Washington hanno fornito versioni contrapposte sullo stato dello Stretto di Hormuz. Secondo RaiNews, le misure mirano anche a colpire i Paesi che mantengono rapporti commerciali con l’Iran.
La pressione economica degli Stati Uniti
La portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt, secondo la Repubblica, ha sostenuto che Donald Trump stava impiegando ogni strumento economico per aumentare la pressione su Teheran. Nella stessa dichiarazione ha escluso che fossero in corso negoziati tra Stati Uniti e Iran.
“Trump sta usando ogni strumento economico per aumentare la pressione sull’Iran”
Nel giorno dell’annuncio delle sanzioni, Agenzia ANSA ha riferito che il direttore della Cia John Ratcliffe si era recato a Mosca.
Le versioni opposte sullo Stretto di Hormuz
RaiNews ha riportato un accordo tra Iran e Oman per un corridoio marittimo temporaneo nello Stretto di Hormuz. Per il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi, quel passaggio non equivaleva però alla riapertura dello stretto, che a suo giudizio restava chiuso e sotto controllo iraniano.
“non significa riaprire lo Stretto”
“rimane chiuso”
La Repubblica ha invece attribuito a Donald Trump una dichiarazione opposta: lo stretto sarebbe aperto e gli Stati Uniti lo avrebbero bonificato dalle mine. Le fonti riportano quindi due ricostruzioni incompatibili sul suo stato operativo complessivo.
“Lo Stretto è aperto”
- Una petroliera nello stretto è stata colpita da un proiettile non identificato e ha preso fuoco.
- L’incendio è stato spento e tutti i membri dell’equipaggio sono risultati sani e salvi.
La Repubblica ha riferito l’episodio sulla petroliera senza identificare né il responsabile del proiettile né il nome dell’imbarcazione. Non è stato indicato neppure il numero delle persone a bordo.
Code ai distributori e revisione delle quote
Dopo l’annuncio delle sanzioni si sono formate lunghe code ai distributori di benzina di Teheran, secondo RaiNews. Il capo di gabinetto del presidente iraniano ha annunciato una revisione delle quote di carburante.
Il prezzo non sarebbe stato modificato, ma le quote sarebbero state ridotte; chi avesse acquistato benzina oltre il limite consentito avrebbe pagato di più.
“Quel che è certo è che le quote saranno ridotte senza modificare il prezzo, ma chiunque voglia acquistare più benzina rispetto alla quota consentita pagherà di più”
Le dichiarazioni da Teheran
Nel quadro delle sanzioni e della disputa sullo stretto, Gharibabadi ha ribadito la diffidenza iraniana verso Washington. Ha aggiunto che, se fossero proseguite le azioni statunitensi, l’Iran avrebbe potuto rivelare nuove capacità.
“abbiamo detto che non ci fidiamo degli Usa”
“Se le azioni degli Usa continuano, l’Iran rivelerà nuove capacità”
La Repubblica ha riportato anche le parole di Mohsen Rezaei, secondo il quale qualsiasi atto di aggressione degli Stati Uniti contro la Repubblica islamica avrebbe portato Teheran a causare danni catastrofici agli interessi militari ed economici statunitensi.
“se gli Stati Uniti compiranno qualsiasi atto di aggressione contro la Repubblica islamica” Teheran “causerà danni catastrofici ai loro interessi militari ed economici tali che saranno ricordati nella storia”
La missione del Qatar senza un esito comunicato
Il primo ministro del Qatar Al Thani si è recato a Teheran per promuovere la de-escalation e nuovi colloqui con gli Stati Uniti. L’esito della missione qatariota non è stato riportato, né è stato chiarito se e quando possano riprendere contatti tra Washington e Teheran.
Restano accertati l’annuncio delle nuove sanzioni statunitensi, le code ai distributori di Teheran e l’accordo con l’Oman per un corridoio marittimo temporaneo. Sullo stato operativo dello Stretto di Hormuz restano invece le dichiarazioni opposte di Teheran e di Donald Trump.

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