Sassanelli, stiamo assistendo a guerra folle 

Attore protagonista con sue regie il 20 marzo al Sudestival

Dopo “due anni di apnea per la pandemia, che sembrava finalmente stessero finendo, chi avrebbe immaginato una guerra quasi alle porte di casa.

Viene da chiedersi perché.

Quale sia il senso. E’ una cosa folle. come in fondo lo sono tutte le guerre, ma ancora di più oggi. Se ci fossero degli extraterrestri a osservarci, probabilmente si starebbero chiedendo se non sarebbe meglio lasciare questo paradiso che è la Terra a un’altra specie, meno feroce e cattiva dell’uomo”. Lo dice all’ANSA Paolo Sassanelli, ospite d’onore il 20 marzo a Monopoli nella giornata di chiusura del Sudestival, che dal 20 febbraio ha proposto con grande risposta dal pubblico, 39 proiezioni in 5 sezioni, con 34 ospiti, da Marco Spoletini a Claudio Cupellini, masterclass ed eventi come una retrospettiva dedicata a Nino Manfredi e un omaggio a Franco Battiato. Sassanelli, barese, classe 1958, che alterna da sempre teatro, cinema e tv, ha all’attivo decine di titoli: da film come come La Capagira e Song ‘e Napule per cui ha vinto il Nastro d’argento, a molte delle serie che negli ultimi 20 anni hanno conquistato il pubblico da Un medico in famiglia a Il commissario Coliandro, da Raccontami a Imma Tataranni.

L’attore recentemente tra i protagonisti di Più forti del destino su Canale 5, al Sudestival, proporrà al pubblico un aspetto meno conosciuto, quello dietro la macchina da presa, con le sue regie del corto Uerra (2009) storia famigliare ambientata nella Bari del 1946, e il lungometraggio Due Piccoli Italiani (2018). In Uerra “c’è un racconto ispirato a un fatto vero accaduto a mio padre bambino, nel quale ho trovato dei rivolti poetici. Il nostro compito di essere umani è trasformare la nostra vita in poesia, non in guerra” sottolinea. Ora l’attore ha “una nuova idea per un corto, su un racconto che fece molti anni fa Matteo Salvatore legato a quand’era bambino. E’ poetico e comico allo stesso tempo”.

Da protagonista anche di fiction diventate grandi successi popolari, per Sassanelli, il racconto televisivo in Italia anche sulle reti generaliste sta avendo un’evoluzione: “Grazie anche alla presenza delle piattaforme, la qualità cresce in modo esponenziale”. (ANSA). 

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