SPERANZA “SONO FIDUCIOSO DOBBIAMO ESSERE UNITI”

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La battaglia non è conclusa: dobbiamo essere uniti” per vincere la sfida al Covid. Il ministro della Salute, Roberto Speranza, parla nella trasmissione Mezz’ora in più di Rai 3: “Ora siamo in una fase di crescita dell’epidemia e dobbiamo ricostruire lo spirito unitario che ci ha guidato nei mesi più difficili”.

“Sono contrario alle proposte di aprire gli stadi a migliaia di persone – ha spiegato il ministro – perché questo esporrebbe le persone a un rischio vero. Se dobbiamo correre un rischio perché le scuole riaprono sono d’accordo, ma se dobbiamo correrlo per portare decine di migliaia di persone allo stadio sono contrario. E’ un rischio che non possiamo permetterci. Sono della linea della prudenza, che non significa non fare le cose, ma farle passo dopo passo. La linea della prudenza ci ha portato a una situazione che è migliore di altri Paesi”.

Ieri il Viminale ha autorizzato i prefetti a utilizzare anche personale militare per controllare la movida evitando gli assembramenti, una decisione che ha sollevato polemiche su una presunta minaccia alla democrazia (anche se in realtà la decisione permette solo di dislocare diversamente i militari già usati per scopi civili nella missione Strade sicure, senza incrementare il contingente). E’ stata “la democrazia a permettere di piegare la curva” dell’epidemia in Italia nella fase più difficile, ha ricordato il ministro, e “la sfida di fondo è puntare sulla persuasione e la consapevolezza”.

Tornando sul tema dello sport , “il Cts – ha detto Speranza – in tutta sicurezza ha disposto delle norme che consentono al campionato di andare avanti. “E’ già deciso che Juve-Napoli non si giocherà. Ma parliamo troppo di calcio, lo dico con rispetto anche nei confronti di un pezzo di economia del Paese: so che intorno al calcio ci sono interessi e tante persone che vanno rispettate. Le cose importanti in questo momento però sono altre: è il lavoro degli ospedali e dei sanitari e l’attenzione alle nostre scuole, che sono un punto fondamentale di ripartenza del Paese. Un po’ meno calcio e un po’ più scuola, se possibile. La priorità deve essere altra. Lo dico persino da tifoso. Attenzione a dare le priorità, che non possono essere il calcio o gli stadi. La priorità è la salute delle persone”.

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