TENNIS: OSAKA E LA NUMERO 2

Ashleigh Barty non può farci niente. L’australiana continua ad essere la numero uno della classifica mondiale nonostante non giochi dal febbraio 2020, mentre Naomi Osaka, che nel frattempo ha vinto due Slam (US Open e Australian Open), è ancora seconda. C’è un divario così grande tra lei (7835 punti) e Barty (9186) che Osaka potrebbe balzare in testa solo se vincesse un terzo torneo del Grande Slam. E’ il risultato – scrive il Suddeutsche Zeitung nella sua edizione online – della nuova “finestra” di validità del ranking estesa a 22 mesi, per venire incontro ai giocatori impossibilitati a viaggiare per il mondo causa pandemia. I giocatori possono scegliere i propri 18 risultati migliori tra gli eventi disputati in quel lasso di tempo. E così, i sistemi che determinano le classifiche del tennis mondiale già prima erano molto complicati, ma ora hanno preso una deformazione: i più forti, i più bravi, quelli che vincono di più sono penalizzati. E resta in vetta chi gioca meno.
    L’industria del tennis – secondo il quotidiano tedesco – sta gradualmente rendendosi conto che questa è una situazione problematica. Il nocciolo della questione è: più a lungo dura la pandemia, più distorsioni ci saranno nelle classifiche. Barty, che ha vinto quattro titoli tra cui l’Open di Francia nel 2019, beneficia come nessun altro di questo sistema, che in teoria avrebbe dovuto generare più giustizia. Roger Federer, che ha giocato per l’ultima volta un anno fa, è ancora quinto nella classifica ATP. Angelique Kerber, ad esempio, con il sistema di valori pre pandemia sarebbe numero 77, oggi è 26/a. Naomi Osaka, sottolinea ancora il Suddeutsche Zeitung – è l’esempio più eclatante di tutto ciò. 

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