TENNIS: PENNETTA, CHE MAREZZA

Vado a dare un’ occhiata al mio povero Potito, anche perché condivido con la maggior parte dei tennisti italiani il complesso di non esser stato campione. Ma, come lo vedo addirittura ritirarsi, nell’allontanarmi noto sul campo attiguo, il 9, la presenza dell’adorata Pennetta. Mi fermo ad ammirarla, una volta di più, pensando che senza il gap generazionale avrei provato a corteggiarla e chissà, quando, dall’altro lato mi appare un fenomeno di donnina, una biondina col nasino all’ insù, un corpo che pare una fionda, contenuto in alcuni pizzi bianchi: e mi blocco, incredulo, fisso al tabellone, nell’osservare che la diletta Penna sta indietro, non solo un set, ma un break nel secondo.

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