TENNIS: US OPEN, FINALE GIOVANE

New York scrive una pagina nuova della storia del tennis. Con una ventata, fortissima, di novità. C’è anche chi ritiene che agli US Open di Flushing Meadows sia stata servita la più grande delle rivoluzioni. Da due ragazze nate nel 2002, Emma Raducanu e Leyla Fernandez. Nate entrambe in Canada, ma una, Emma, che ha papà rumeno e mamma cinese gioca per la Gran Bretagna: in semifinale non ha dato scampo a Maria Sakkari, 18 del mondo e 17 del seeding, sconfitta per 6-1 6-4. L’altra (Leyla) ha scelto il Canada di cui è fiera e orgogliosa di farne parte al 100% (suo recente tweet), con il suo papà ecuadoriano e la mamma filippina (ma da un po’ risiedono in Florida per motivi ovviamente tennistici). Ha sofferto molto di più della coetanea per avere la meglio di Aryna Sabalenka con il punteggio di 7-6 (3) 4-6 6-4.

A pensarci bene, la loro apripista è stata proprio quella Naomi Osaka con papà haitiano, mamma giapponese e residenza in America. Il futuro del tennis femminile, insomma, è a colori. Perché queste due ragazze, che davvero hanno stupito tecnicamente, hanno il look e l’atteggiamento perfetto: sprizzano felicità e voglia di divertirsi, e hanno regalato nuova vita a un circuito Wta, quello femminile, che soffre l’assenza di ragazze che possano bucare lo schermo, essere personaggi anche fuori dal campo. In più Emma e Leyla sono figlie del nostro tempo, con il loro mix di culture ed etnie. Il futuro, appunto. 

Una di loro due alzerà la coppa, ennesima vincitrice inedita. Ci riuscirà la britannica, capace di passare dalle qualificazioni del torneo fino alla finale senza perdere neppure un set? Per lei sarà la decima partita, e non sembra avvertire la fatica. Anzi, pare rinvigorirsi match dopo match. Oppure sarà la mancina canadese, la figlia del calciatore, sorta di McEnroe in gonnella, con i suoi colpi spiazzanti, in controtempo, talvolta imprevedibili?  

In questi giorni tutti i media sono andati alla scoperta, alle radici di queste due ragazze: in realtà i britannici avevano già scavato a fondo durante Wimbledon, dove la Raducanu era giunta agli ottavi per poi ritirarsi per un problema intestinale, dovuto più allo stress e alla pressione. A New York invece è stato il turno di Fernandez, che già si era messa in luce precedentemente in tornei americani. 

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