Tobin tax allo 0,6%, Assonime: Borsa meno competitiva

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La Tobin tax sulle azioni sale dallo 0,2% allo 0,6%; Assonime contesta la misura, mentre Milano chiude in rialzo dello 0,3% il 29 ottobre 2026.

Ingresso monumentale della Borsa Italiana con persone che attraversano i gradini dell'edificio.

La sede di Borsa Italiana a Milano. Foto: Agenzia ANSA — Borsa: Milano tiene con Prysmian e Leonardo, giù Campari - Notizie - Ansa.it (https://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2026/10/29/borsa-milano-tiene-con-prysmian-e-leonardo-giu-campari_f90d856d-53f8-4869-8b1c-4e62f078cc68.html)

La sede di Borsa Italiana a Milano
Foto: Agenzia ANSA — Borsa: Milano tiene con Prysmian e Leonardo, giù Campari – Notizie – Ansa.it ansa.it

La Tobin tax sulle azioni è passata dallo 0,2% allo 0,6%. Secondo Agenzia ANSA, il Governo italiano ha annunciato l’aumento delle aliquote sulle transazioni finanziarie.

La seduta del 29 ottobre 2026 si è chiusa intanto con Milano in rialzo dello 0,3%.

L’aliquota sulle azioni sale allo 0,6%

L’aumento riguarda le aliquote della Tobin tax sulle transazioni finanziarie, mentre il dato numerico indicato per le azioni definisce il passaggio tra i due livelli percentuali.

Fino ad agosto il gettito della Tobin tax è cresciuto del 94%, arrivando a 917 milioni di euro.

Il gettito e le aliquote costituiscono due dati distinti della misura: il primo riguarda le entrate fino ad agosto, il secondo l’imposta prevista sulle azioni. La variazione dell’aliquota sulle azioni è pari al passaggio dallo 0,2% allo 0,6%.

La posizione di Assonime sulla Borsa Italiana

Per Assonime, come dichiarato dal direttore generale Stefano Firpo ad ANSA, l’aumento rende meno competitiva la Borsa italiana.

“è’ un pesante incremento che rende ancor meno competitiva la Borsa italiana in palese contraddizione con la volontà della stesso governo di rivitalizzarli con la riforma del Tuf” — Stefano Firpo, direttore generale di Assonime

Firpo ha espresso una posizione netta sul provvedimento, definendolo un incremento pesante. La valutazione dell’associazione è contenuta anche in un secondo passaggio della sua dichiarazione: “Siamo ovviamente contrari e delusi per un provvedimento sbagliato e di cortissimo respiro”.

La critica di Assonime riguarda l’effetto dell’aumento sulla competitività della Borsa italiana. Nella dichiarazione di Firpo, il giudizio sul provvedimento resta quello di una misura sbagliata e di cortissimo respiro.

Le richieste di AssoNEXT per le pmi quotate

Sul confronto è intervenuto anche Vincenzo Polidoro, presidente di AssoNEXT, associazione delle piccole e medie imprese italiane quotate. Nel resoconto di ANSA, Polidoro ha chiesto che il confronto parlamentare individui un equilibrio capace di preservare l’attrattività del mercato per le pmi quotate e per gli investitori nell’economia reale.

“auspichiamo che nel confronto parlamentare si trovi un equilibrio che preservi l’attrattività del mercato per le pmi quotate e per chi sceglie di investire nell’economia reale” — Vincenzo Polidoro, presidente di AssoNEXT

Il riferimento riguarda insieme le pmi quotate e chi investe nell’economia reale. AssoNEXT colloca così la propria richiesta nel confronto parlamentare sulla misura.

Le esclusioni dall’applicazione della tassa

La Tobin tax non si applica a tutte le tipologie di strumenti o di azioni. Restano fuori dall’applicazione:

  • gli ETF;
  • le azioni di aziende italiane con sede all’estero;
  • le azioni di aziende con capitalizzazione inferiore a 500 milioni di euro.

Le esclusioni riguardano quindi gli ETF e due categorie di azioni: quelle di aziende italiane con sede all’estero e quelle emesse da società con capitalizzazione inferiore a 500 milioni di euro.

Milano chiude positiva, Leonardo in rialzo

Piazza Affari terminava la seduta del 29 ottobre 2026 con un progresso dello 0,3%. Tra i titoli, Leonardo ha guadagnato il 3,9%, mentre Mps è salita dello 0,2% nella giornata dell’assemblea straordinaria.

Segno opposto per Campari, che ha perso il 6,6% e chiuso a 6,13 euro. Nel confronto parlamentare, AssoNEXT auspica un equilibrio che preservi l’attrattività del mercato per le pmi quotate e per chi sceglie di investire nell’economia reale.


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