Umbria contro ogni genere di violenza: campagna al via
La Regione Umbria avvia il 25 ottobre 2026 la seconda campagna contro ogni genere di violenza, con chiusura il 25 novembre e un board scientifico.
Stefania Proietti, presidente della Regione Umbria. Foto: Unknown author Unknown author — CC BY 2.5, via Wikimedia Commons
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Secondo Agenzia ANSA, la Regione Umbria avvia domenica 25 ottobre 2026 la seconda edizione di «Umbria contro ogni genere di violenza». La campagna sulla violenza in Umbria si chiuderà il 25 novembre 2026, data della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.
L’iniziativa rinnova sul territorio regionale il mese della prevenzione istituito dalla Giunta regionale nel 2025. Al centro del progetto ci sono il riconoscimento delle violenze, l’individuazione dei sintomi e dei luoghi in cui si manifestano, quindi la definizione di strumenti condivisi per contrastarle.
Il mese della prevenzione sul territorio regionale
La seconda edizione colloca la campagna nel mese della prevenzione già istituito dalla Giunta regionale. Il suo calendario arriva fino alla ricorrenza internazionale del 25 novembre, indicata come momento conclusivo del percorso.
La denominazione scelta, «Umbria contro ogni genere di violenza», raccoglie un’impostazione che riguarda l’intero territorio regionale. La campagna punta a tenere insieme prevenzione, protezione delle vittime, sensibilizzazione della società e formazione delle figure professionali.
La chiusura nella Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne lega il percorso regionale a una ricorrenza dedicata al contrasto della violenza contro le donne. Il mese previsto dalla Regione viene così riproposto dopo la sua istituzione nel 2025.
Il riferimento alla salute pubblica
L’iniziativa si basa sull’articolo 32 della Costituzione italiana e adotta la visione dell’Organizzazione mondiale della sanità, che considera la violenza un problema di salute pubblica. Questo riferimento definisce il quadro in cui si inseriscono le attività previste dalla campagna.
«vera epidemia silenziosa» — Organizzazione mondiale della sanità
La definizione dell’Organizzazione mondiale della sanità entra nel progetto come chiave di lettura della violenza. La campagna regionale richiama quindi sia la tutela collegata all’articolo 32 sia la necessità di affrontare il fenomeno nella sua dimensione di salute pubblica.
Riconoscere i segnali e costruire protocolli
Il progetto parte dal riconoscimento delle violenze e prevede l’identificazione sia dei sintomi sia dei luoghi in cui queste possono manifestarsi. Da qui si sviluppa il lavoro sulla costruzione di protocolli, destinati al contrasto delle violenze.
Le linee indicate dalla campagna comprendono:
- il riconoscimento delle violenze;
- l’identificazione dei sintomi e dei luoghi delle violenze;
- la costruzione di protocolli per contrastarle;
- la creazione di alleanze nella comunità per diffondere i protocolli.
Le alleanze previste non rappresentano un elemento separato: sono parte della diffusione dei protocolli nella comunità. Il percorso unisce dunque l’individuazione delle situazioni di violenza alla definizione di risposte e alla loro circolazione sul territorio.
Protezione, formazione e valutazione dei progetti
Tra gli obiettivi fissati dalla Regione figurano la protezione delle vittime, la sensibilizzazione della società e la formazione delle figure professionali. Sono tre direttrici indicate insieme al lavoro sui protocolli e alla costruzione di alleanze nella comunità.
L’organizzazione della campagna è supervisionata dalla direzione regionale Salute e Welfare. Alla stessa direzione spetta anche la valutazione dei progetti presentati, affidata a un board scientifico istituito appositamente.
La valutazione del board scientifico costituisce il passaggio previsto per i progetti sottoposti nell’ambito della campagna. Il percorso regionale resta in programma fino al 25 novembre, con la protezione delle vittime, la sensibilizzazione e la formazione tra gli obiettivi dichiarati.

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