West Side Story di Spielberg merita tutti gli Oscar, secondo Guillermo del Toro 

Guillermo del Toro, mai avaro di elogi ai colleghi su Twitter, ha spiegato perché secondo lui West Side Story di Steven Spielberg è un film praticamente sovrumano per qualsiasi altro regista.

Non avrà fatto sfracelli al difficile boxoffice contemporaneo, con “soli” 72.500.000 dollari incassati nel mondo, ma West Side Story di Steven Spielberg (da domani 2 marzo su Disney+) è stato nominato a sette premi Oscar 2022: per Guillermo del Toro, mai avaro di elogi ai colleghi su Twitter, meriterebbe le statuette per ogni reparto. Non è la prima volta che l’ultima fatica di Steven lascia ammirato un altro regista, di recente si era espresso con stupore reverenziale anche Edgar Wright, ma Del Toro è andato oltre nella sua analisi.

Guillermo del Toro su West Side Story di Spielberg: “La cinepresa balla”

Su Twitter già in passato Guillermo del Torosi era espresso in termini entusiastici sul lavoro di diversi suoi colleghi (ricordiamo gli elogi a Edgar Wright per Baby Driver), tanto che Martin Scorsese di recente gli ha ricambiato il favore elogiando il suo Nightmare Alley. Nelle ultime ore però Guillermo si è concentrato sul West Side Story di Steven Spielberg. Cadendo sostanzialmente in estasi, stimolato da una sequenza del film condivisa da altri, scrivendo: 

È estremamente difficile eseguire una cosa del genere. Qui c’è un puro, magistrale meccanismo ad orologeria, molto più complesso delle tipiche inquadrature cucite insieme o di quelle riprese “a staffetta”, dove dalla steadicam si passa al dolly. Ti fa girare la testa, è un virtuosismo, con tante inquadrature che fanno proprio ballare la cinepresa in ogni numero musicale. Ci sono alcuni dei numeri di danza estremamente difficili (se non impossibili) da decifrare. La maggior parte richiede un livello di precisione da chirurgia cerebrale. […]
È una droga non tagliata di cinema purissimo, senza compromessi. Ed è per questo motivo che ogni settore della nostra disciplina dovrebbe essere premiato. Perché un direttore d’orchestra può garantire tutto questo solo con le corde e i fiati giusti, nel nostro mestiere ci sono pochi assoli. Dobbiamo di nuovo parlare del cinema che è vero cinema, e celebrare quelli che lo fanno.

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