Centocelle, Karim Bouchaib aggredito: 30 giorni di prognosi

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Karim Bouchaib, 70 anni e di origine marocchina, è stato aggredito a Centocelle il 25 settembre: soccorso dal 118, ha una prognosi di 30 giorni.

Strada residenziale di Roma con ritratto circolare di un uomo anziano ferito al volto

Centocelle, dopo l’aggressione a Karim Bouchaib. Foto: la Repubblica — Aggressione islamofoba a Centocelle, la denuncia della vittima: “Gridavano remigrazione” (https://roma.repubblica.it/cronaca/2026/10/02/news/centocelle_aggressione_islamofoba_cittadino_marocchino_prognosi-425621624/)

Centocelle, dopo l’aggressione a Karim Bouchaib
Foto: la Repubblica — Aggressione islamofoba a Centocelle, la denuncia della vittima: “Gridavano remigrazione” roma.repubblica.it

L’aggressione di Centocelle ha avuto come vittima Karim Bouchaib, 70 anni, di origine marocchina: secondo la Repubblica, l’uomo è stato colpito nella notte del 25 settembre in via dei Licheni. Soccorso dal personale dell’Ares 118, Bouchaib è stato trasportato al pronto soccorso di Tor Vergata.

L’episodio ha riguardato un uomo colpito più volte con pugni e rimasto privo di conoscenza per un breve periodo. I medici hanno riscontrato lesioni al naso e al seno mascellare sinistro; la prognosi assegnata a Bouchaib è di 30 giorni.

L’aggressione in via dei Licheni

L’episodio si è verificato in via dei Licheni, nel quartiere romano di Centocelle. Bouchaib è stato colpito più volte con pugni da un uomo italiano più giovane, perdendo conoscenza per un breve periodo.

Nel corso dell’aggressione gli sono stati rivolti insulti riferiti sia alla religione sia alla nazionalità. La frase riportata è stata:

«Marocchino, torna al tuo paese: remigrazione»

Bouchaib ha descritto quel passaggio con queste parole:

«Per un attimo ho perso coscienza».

La ricostruzione colloca nello stesso episodio l’aggressione fisica e gli insulti rivolti all’uomo. L’esito delle indagini sull’aggressione di Centocelle non è riportato nella scheda disponibile.

I soccorsi e le lesioni riscontrate

Il personale dell’Ares 118 ha assistito il settantenne e lo ha portato al pronto soccorso di Tor Vergata. Gli accertamenti medici hanno individuato due fratture e hanno fissato una prognosi di 30 giorni.

  • Frattura delle ossa proprie del naso.
  • Frattura della parte antero-mediale del seno mascellare sinistro.
  • 30 giorni di prognosi.

Le lesioni indicate riguardano il volto e sono state riscontrate dopo il trasporto dell’uomo al pronto soccorso di Tor Vergata. Il soccorso dell’Ares 118 rientra tra le conseguenze immediate dell’aggressione avvenuta nella notte del 25 settembre.

La mozione contro l’islamofobia nel V municipio

Negli stessi giorni dell’aggressione di Centocelle, il V municipio stava discutendo una mozione contro l’islamofobia. Il provvedimento è stato poi approvato al termine di una seduta caratterizzata da tensioni.

Tra le figure citate sul tema c’è Ahmed Vall, presidente della Comunità islamica di Roma. La mozione è stata approvata dopo una seduta municipale segnata dalle tensioni.

La mobilitazione nelle scuole del Lazio

L’Agenzia ANSA riferisce che la Rete degli Studenti Medi del Lazio ha organizzato una mobilitazione nelle scuole contro il decreto scuola e contro il tetto del 30% per gli studenti che non conoscono l’italiano con cittadinanza non italiana nelle classi prime. La protesta ha indicato entrambi i punti tra le ragioni della mobilitazione.

Il riferimento al tetto del 30% riguarda dunque la composizione delle classi prime e gli studenti con cittadinanza non italiana che non conoscono l’italiano. La Rete degli Studenti Medi del Lazio ha organizzato la mobilitazione nelle scuole sul decreto e su quel limite.

Il ritrovamento a Terracina e l’operazione nel Prenestino

Secondo la Repubblica, a Terracina è stato trovato il corpo senza vita di una donna sulla battigia del lungomare Circe, all’altezza del lido Sombrero. L’area del ritrovamento è stata isolata per permettere agli investigatori di svolgere i rilievi.

Nell’area prenestina, invece, un’operazione dei carabinieri ha portato in carcere cinque persone. Il provvedimento ha riguardato inoltre una persona sottoposta agli arresti domiciliari e un’altra destinataria dell’obbligo di dimora nel comune di residenza.

Le perquisizioni sono state eseguite nei confronti di 14 indagati. Le misure riportate comprendono cinque persone portate in carcere, una agli arresti domiciliari e una sottoposta all’obbligo di dimora nel comune di residenza.


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