Cina, riparte l’economia vecchio stile a scapito degli investimenti innovativi

Freno al cambio di pelle del sistema, anche a giugno l’indicatore degli investimenti alternativi ai tradizionali perde 2,4 punti, pari al 28,6% del totale

Dopo mesi di crescita trainata dalla pandemìa la Cina registra un calo degli investimenti di capitale, specie quelli di rischio destinati alla nuova economia più innovativa. Anche a giugno l’indice Mastercard Caixin BBD China New Economy Index (NEI) è sceso, ora è al 28,6% degli investimenti totali, 2,4 punti in meno rispetto a maggio. L’economia tradizionale, man mano che la Cina si lascia alle spalle gli effetti del Covid-19 riprende quota, a scapito delle attività più innovative sulle quali Pechino punta per favorire il cambio di pelle dell’economia.

I dati diffusi da Mastercard e dal Caixin Think Tank e BBD mostrano che il China New Economy Index (NEI) ha registrato una frenata anche a giugno finendo a quota 28,6% sull’investimento economico totale, con un calo di 2,4 punti rispetto a maggio.

Trascinato principalmente dalla diminuzione degli investimenti di capitale, in particolare il capitale di rischio del settore della nuova economia, l’andamento negativo dell’indice si riflette anche nella percentuale di assunzioni di imprese private sul totale delle assunzioni, gradualmente diminuita da settembre.

Non è un buon segnale per l’economia cinese, dalla metà del 2020, mentre l’economia nazionale si riprendeva gradualmente, la vecchia economia è tornata a rafforzarsi e ha soffocato lo slancio di quella nuova.

Le ragioni della frenata dell’indicatore

L’indice NEI punta a misurare il grado di attività della nuova economia rispetto a quella tradizionale nella trasformazione economica della Cina. Copre l’industria del risparmio energetico e della protezione ambientale, le tecnologie e l’industria dei servizi di informazione, l’industria biomedica, l’industria manifatturiera delle apparecchiature di fascia alta, della nuova energia, dei nuovi materiali, quella automobilistica della nuova energia, l’alta tecnologia servizi e industria di ricerca e sviluppo, i servizi finanziari. Monitora oltre 140 industrie in 10 categorie tra cui servizi legali, cultura sportiva e intrattenimento.

Il calo dei NEI anche a giugno è quindi dovuto principalmente al calo degli investimenti di capitale. Include infatti tre indicatori primari lavoro, capitale e tecnologia, con quote del 40%, 35% e 25%. Tra questi, l’indice di input di capitale ha registrato 34, una diminuzione significativa di 6,7 da maggio; l’indice di input di lavoro ha registrato 23, una diminuzione di 0,6; e l’indice di input di tecnologia ha registrato 30,1, con un aumento di 0,7. 

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