Moda, 100 milioni per la filiera e Gdo in crescita dell’1,54%

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Urso firma il decreto da 100 milioni per moda, tessile e accessori. La Gdo cresce dell’1,54%, mentre la produzione resta invariata a luglio.

Immagine illustrativa generata al computer sul tema: Interno di un supermercato italiano con scaffali e clienti, con elementi visivi legati alla produzione tessile e industr

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Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy, ha firmato il decreto attuativo che destina 100 milioni di euro al sostegno e al rilancio della filiera della moda, del tessile e degli accessori. Secondo Agenzia ANSA, la misura è rivolta alle piccole e medie imprese; la Repubblica segnala invece che la grande distribuzione organizzata italiana è cresciuta dell’1,54% tra il 31 agosto e il 6 settembre rispetto allo stesso periodo del 2025.

Il quadro comprende anche i dati di luglio sulla produzione industriale: l’indice destagionalizzato è salito rispetto a giugno, mentre il confronto con luglio 2025, al netto degli effetti di calendario, è rimasto invariato.

Le vendite della grande distribuzione nelle aree italiane

L’aumento rilevato nella grande distribuzione organizzata ha accelerato rispetto alla variazione positiva della rilevazione precedente. La crescita ha coinvolto tutte le macro aree italiane, con l’eccezione del Nord-Ovest, dove è stata registrata una flessione dello 0,61%.

Il dato più elevato si è concentrato nel Sud, mentre Nord-Est e Centro hanno mantenuto entrambi un andamento positivo. I risultati territoriali della settimana considerata sono stati:

  • Sud: crescita del 3,48%;
  • Nord-Est: crescita del 2,39%;
  • Centro: crescita del 2,09%;
  • Nord-Ovest: flessione dello 0,61%.

Nel dato progressivo annuale, la grande distribuzione organizzata ha segnato un incremento dell’1,32%. La variazione mensile è stata pari all’1,17%, due indicatori che accompagnano il risultato della settimana compresa tra il 31 agosto e il 6 settembre.

Il decreto per moda, tessile e accessori

Le risorse previste dal provvedimento firmato da Urso sono rivolte alle piccole e medie imprese della filiera. Il decreto riguarda insieme moda, tessile e accessori, individuati come destinatari dello stanziamento da 100 milioni di euro.

“Con questo decreto diamo risposte concrete a un settore chiave per l’economia del nostro Paese” — Adolfo Urso

La dichiarazione del ministro accompagna la firma dell’atto attuativo e collega il provvedimento al sostegno e al rilancio della filiera. Lo stanziamento definisce anche la platea delle imprese interessate, senza limitarsi a una sola componente produttiva tra quelle indicate dal decreto.

Le soglie dei programmi finanziabili

I programmi di sviluppo finanziabili dovranno avere un importo compreso tra 1 milione e 20 milioni di euro. All’interno delle risorse complessive, il 25% è riservato alle micro e piccole imprese, mentre il 40% dello stanziamento è destinato alle regioni del Mezzogiorno.

Le percentuali fissate nel decreto separano quindi una quota per le imprese di minori dimensioni da quella assegnata alle regioni del Mezzogiorno. La soglia minima e quella massima definiscono invece l’ampiezza economica dei programmi di sviluppo che possono essere finanziati nell’ambito della misura.

  • Importo minimo dei programmi: 1 milione di euro;
  • Importo massimo dei programmi: 20 milioni di euro;
  • Quota riservata a micro e piccole imprese: 25%;
  • Quota destinata al Mezzogiorno: 40%.

La produzione industriale a luglio 2026

A luglio 2026 l’indice destagionalizzato della produzione industriale è aumentato dello 0,7% rispetto a giugno. Nel confronto con luglio 2025, corretto per gli effetti di calendario, il dato è rimasto invariato; nella media del periodo maggio-luglio l’andamento congiunturale complessivo ha invece registrato una diminuzione dello 0,1%.

Le componenti dell’indice hanno mostrato movimenti differenti. L’energia è diminuita dello 0,9%, mentre i beni di consumo sono aumentati del 2,1%. Per i beni intermedi l’incremento è stato dello 0,5% e per i beni strumentali dello 0,2%.

Il dato di luglio si chiude quindi con un aumento congiunturale dell’indice destagionalizzato e con una stabilità su base annua, mentre la media del trimestre maggio-luglio resta in calo dello 0,1%.


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