Flessibilità Ue, Giorgetti chiede 36 miliardi per difesa
Giancarlo Giorgetti chiede all’Ue la flessibilità per 36 miliardi italiani destinati a energia e difesa, con possibile esame Ecofin il 9 ottobre.
Giorgetti a Bruxelles durante un incontro con la stampa. Foto: la Repubblica — Giorgetti alla Ue: “La flessibilità serve per rendere l’Italia più sicura” (https://www.repubblica.it/economia/2026/09/12/news/giorgetti_ue_flessibilita_energia_italia_difesa_commissione_ue-425580256/)
Foto: la Repubblica — Giorgetti alla Ue: “La flessibilità serve per rendere l’Italia più sicura” repubblica.it
Secondo la Repubblica, Giancarlo Giorgetti ha chiesto all’Unione europea di applicare la flessibilità Ue per finanziare maggiori spese italiane in energia e difesa. La richiesta, avanzata a Bruxelles venerdì 11 settembre 2026, riguarda 36 miliardi di euro nel periodo 2026-2028 e punta a utilizzare la clausola nazionale di salvaguardia.
Giorgetti ha inviato una lettera a Valdis Dombrovskis e Simon Harris, collegando la domanda italiana alla sicurezza, agli effetti della guerra in Iran e alle tensioni con la Russia. Il possibile via libera è indicato per la riunione dell’Ecofin del 9 ottobre.
La lettera di Giorgetti a Bruxelles
Giorgetti ha formalizzato la domanda di ricorrere alla clausola nazionale di salvaguardia per sostenere la spesa aggiuntiva. La motivazione indicata nel testo della lettera è la sicurezza, attraverso interventi destinati sia al sistema energetico sia al comparto della difesa.
“sicurezza” — motivazione riportata nella lettera
La richiesta italiana mette insieme due obiettivi: disporre di spazio fiscale per accrescere l’indipendenza energetica e rafforzare la difesa, compreso il personale. Nel capitolo dell’energia viene indicato anche il superamento dell’utilizzo dei combustibili fossili.
La clausola nazionale di salvaguardia è lo strumento richiesto dal governo per finanziare la spesa aggiuntiva. Il perimetro della domanda comprende quindi due capitoli distinti, energia e difesa, con misure rivolte sia al sistema energetico sia al rafforzamento del comparto militare.
I 36 miliardi previsti tra il 2026 e il 2028
La ripartizione concentra la quota più alta sulla difesa, mentre l’altra parte è destinata all’energia.
- 36 miliardi di euro di spesa aggiuntiva complessiva nel triennio 2026-2028;
- 22 miliardi destinati alla difesa;
- 14 miliardi destinati all’energia.
Secondo la Repubblica, il negoziato con Bruxelles era stato autorizzato dalla risoluzione di maggioranza approvata dalle Camere il 5 agosto. Quel voto aveva dato al governo il mandato per avviare il confronto europeo sulla spesa supplementare prevista nel periodo 2026-2028.
La quota destinata alla difesa comprende il rafforzamento del comparto, incluso il personale. Per l’energia, invece, l’obiettivo dichiarato è utilizzare lo spazio fiscale per rendere l’Italia più indipendente e accompagnare il superamento dell’impiego dei combustibili fossili.
I limiti fissati dalla Commissione europea
Le regole richiamate per l’utilizzo della maggiore spesa delimitano le misure finanziabili. La Commissione europea non consente infatti di utilizzare queste risorse per interventi tampone, come il taglio delle accise sui carburanti o delle bollette.
Il perimetro autorizzabile riguarda invece progetti capaci di ridurre la dipendenza dai combustibili fossili e di accelerare la transizione energetica. La richiesta italiana colloca gli investimenti energetici entro questo confine: l’obiettivo è l’indipendenza sul fronte dell’energia, non l’intervento temporaneo sui prezzi.
La distinzione riguarda dunque la destinazione della maggiore spesa. Da una parte restano esclusi gli interventi sulle accise e sulle bollette; dall’altra possono essere autorizzati progetti legati alla riduzione della dipendenza dai combustibili fossili e alla transizione energetica.
Rating Fitch e stime per i conti italiani
Fitch ha confermato per l’Italia il rating BBB+ con outlook stabile. L’agenzia stima una crescita annua del Pil dello 0,8% fino al 2028 e indica per il 2026 un rapporto deficit-Pil del 2,9%.
“BBB+” — Fitch
La stima di crescita copre gli anni fino al 2028, mentre la previsione sul deficit-Pil riguarda il 2026. Il rating confermato da Fitch resta accompagnato da outlook stabile.
Tassi Bce, petrolio e dati del Friuli Venezia Giulia
Secondo il Corriere della Sera, la Bce ha aumentato i tassi di interesse di 25 punti base: il tasso sui depositi è salito dal 2,25% al 2,50%.
Il petrolio Wti ha superato i 100 dollari al barile. Il Brent è stato indicato a 104 dollari al barile durante la seduta.
RaiNews indica per il Friuli Venezia Giulia una crescita del Pil dello 0,5% nel 2026. Il terziario genera quasi il 70% del valore aggiunto regionale e impiega il 68% degli occupati totali, oltre 358 mila persone.
- crescita del Pil dello 0,5% in Friuli Venezia Giulia nel 2026;
- quasi il 70% del valore aggiunto prodotto dal terziario;
- 68% degli occupati regionali nel terziario;
- oltre 358 mila occupati nel comparto.
La spesa dei viaggiatori stranieri ha prodotto in Friuli Venezia Giulia un saldo positivo di 600 milioni di euro rispetto alla spesa dei residenti all’estero. Il dato riguarda il confronto tra la spesa dei viaggiatori stranieri nella regione e quella dei residenti regionali all’estero.
L’Ecofin del 9 ottobre e il passaggio in Parlamento
Il possibile via libera alla richiesta italiana è indicato per l’Ecofin del 9 ottobre. La riunione rappresenta il passaggio europeo previsto per la domanda sulla clausola nazionale di salvaguardia e sulla spesa aggiuntiva destinata a energia e difesa.
Dopo un eventuale assenso dell’Ecofin, il percorso previsto comprende il passaggio in Parlamento per lo scostamento di bilancio.

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