Houthi a Mocha e Hanish: più pressione sugli accessi a Bab el-Mandeb

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Gli Houthi hanno conquistato Mocha e raggiunto Hanish: cresce la presenza sugli accessi a Bab el-Mandeb, senza controllo completo dello stretto.

Folla di manifestanti yemeniti esibisce armi e cartelli durante una protesta all'aperto.

Foto: Henry Ridgwell (VOA) — pubblico dominio, via Wikimedia Commons

Foto: Henry Ridgwell (VOA) — pubblico dominio, via Wikimedia Commons
Houthis protest against airstrikes 1.png — Henry Ridgwell (VOA)

Secondo Geopolitica Quotidiana, gli Houthi hanno conquistato la città portuale di Mocha e raggiunto le isole Hanish, rafforzando la loro presenza sugli accessi a Bab el-Mandeb. La presenza rafforzata sugli accessi non corrisponde però al controllo completo dello stretto, snodo della rotta che conduce verso il Mar Rosso, Suez e il Mediterraneo.

L’avanzata mette sotto pressione un passaggio dal quale dipende la continuità dei collegamenti marittimi fra l’Oceano Indiano e il Mediterraneo.

Mocha e le isole Hanish sugli accessi allo stretto

La conquista di Mocha e il raggiungimento delle isole Hanish hanno esteso la presenza Houthi lungo gli accessi allo stretto.

La data della conquista di Mocha non è stata riportata e non sono stati indicati gli obiettivi specifici contro i quali gli Houthi sostengono di aver rivolto le operazioni.

Il collegamento fra Oceano Indiano, Mar Rosso e Suez

Bab el-Mandeb collega l’Oceano Indiano al Mar Rosso. Collega inoltre il Mar Rosso al Mediterraneo attraverso il Canale di Suez.

Un deterioramento della sicurezza nel passaggio costringerebbe più navi a circumnavigare l’Africa.

La rotta alternativa attorno all’Africa

Secondo Geopolitica Quotidiana, la circumnavigazione dell’Africa aumenterebbe i tempi di navigazione, i costi delle assicurazioni, i noli e i costi energetici.

  • La navigazione richiederebbe tempi maggiori.
  • Aumenterebbero i costi delle assicurazioni.
  • I noli salirebbero insieme ai costi energetici.

Non sono indicate quantificazioni per questi aumenti. Il quadro delineato riguarda quindi la direzione degli effetti possibili sulla navigazione, sulle coperture assicurative, sui noli e sull’energia, non una stima numerica delle ricadute. Tempi, assicurazioni, noli e costi energetici restano collegati all’eventualità della circumnavigazione dell’Africa.

Non è stata indicata neppure l’entità di un’eventuale riduzione del traffico attraverso lo stretto. Restano quindi senza una misura numerica sia la variazione dei passaggi navali sia l’aumento previsto delle voci di costo indicate.

Le dichiarazioni degli Houthi e l’allarme ONU

Gli Houthi hanno sostenuto che «il traffico internazionale resti sicuro» e che «le operazioni siano rivolte contro obiettivi specifici».

«il traffico internazionale resti sicuro» — Houthi

«le operazioni siano rivolte contro obiettivi specifici» — Houthi

Hans Grundberg, inviato ONU, ha avvertito che la presenza Houthi sulle vie di accesso allo stretto apre una fase più pericolosa per la libertà di navigazione.

L’avvertimento dell’inviato delle Nazioni Unite riguarda la presenza sulle vie di accesso, mentre il movimento ha indicato la sicurezza del traffico internazionale e la natura mirata delle proprie operazioni.

I porti italiani e le missioni navali europee

La rotta Bab el-Mandeb-Suez è rilevante anche per l’Italia, poiché i porti italiani dipendono dalla sua continuità. La crisi accresce così il peso delle missioni navali europee e della capacità italiana di contribuire alla sicurezza del Mediterraneo allargato.

Non sono riportate reazioni operative specifiche dell’Italia o delle missioni navali europee.


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