CONTE ALL’UE ACCORDO ENTRO L’ANNO
Durante il suo intervento al Consiglio Ue di consultazione in corso in queste ore in videoconferenza, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha ribadito la posizione dell’Italia sul Recovery fund. “La Commissione europea e la Bce – ha detto Conte – non hanno mancato l’appuntamento con la Storia. Ora è il turno del Consiglio Europeo di essere all’altezza della sfida e di dare un segnale politico forte”.
Per il premier, la proposta della Commissione (un Recovery fund da 750 miliardi, collegato al Bilancio europeo, con circa 500 miliardi ‘a fondo perduto’), è “equa e ben bilanciata. Sarebbe un grave errore scendere al disotto delle risorse finanziarie già indicate. E anche la combinazione tra prestiti e sussidi è ben costruita. Questa combinazione ci aiuterà a realizzare investimenti e riforme in modo da rafforzare la convergenza e la resilienza dell’intera Unione”. Conte insiste anche sui tempi, alla luce anche delle difficoltà interne del governo sull’altro strumento finanziario già disponibile, il Mes: “Dobbiamo assolutamente chiudere l’accordo entro luglio. E dobbiamo assecondare gli sforzi della Commissione di rendere disponibili alcune risorse già per quest’anno”.
Conte conferma anche il ‘prezzo’ che l’Italia è disposta a pagare per siglare un compromesso: un’intesa non al ribasso “consentirà all’Italia di avere un atteggiamento più flessibile su alcuni aspetti del QFP, ad esempio quelli che appaiono più anacronistici come i ‘rebates'”, sconti di cui godono alcuni Paesi tra i quali Germania, Paesi Bassi e Svezia. Roma, insomma, chiuderebbe un occhio in cambio di un Recovery fund ben finanziato.
Secondo alcune ricostruzioni, sarebbero arrivate timide aperture ad un accordo anche da parte del presidente dei Paesi Bassi, Rutte, capofila dei Paesi cosiddetti ‘frugali’, che nel suo discorso avrebbe anche citato il premier Conte.
Breve l’intervento del presidente francese Macron, focalizzato sulla necessità di chiudere l’intesa a luglio e di non scendere al di sotto della proposta franco-tedesca di 500 miliardi in ‘grants’, finanziamenti. Medesimo proposito a espresso nei giorni scorsi dalla cancelliera tedesca Angela Merkel, auspicio a “fare presto” espresso durante la videoconferenza anche dalla presidente della Commissione Von der Leyen e dalla governatrice della Bce Lagarde.
