Ecoansia clima: 10mila giovani e timori per il futuro

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L’ecoansia legata al clima emerge nei dati su 10mila giovani: tre persone su quattro immaginano un futuro spaventoso.

Interno domestico ricco di piante verdi, illuminato dalla luce naturale di una grande finestra e circondato da arredi lignei.

Foto: faith goble — CC BY 2.0, via flickr

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“The Summer Window” by faith goble is licensed under CC BY 2.0. To view a copy of this license, visit creativecommons.org

Secondo iO Donna, l’ecoansia clima è descritta come un effetto del cambiamento climatico che si insinua nella mente.

L’ecoansia può arrivare a impedire di pensare che l’estate sia finita davvero.

I mesi più caldi nell’Europa occidentale

Il servizio europeo Copernicus indica giugno e luglio 2026, considerati insieme, come i mesi più caldi mai registrati nell’Europa occidentale.

L’Oms ha inserito il clima tra le minacce alla salute mentale. Gli eventi estremi possono generare sofferenza psicologica.

La ricerca su 10mila giovani in dieci Paesi

Una ricerca internazionale ha interpellato 10mila persone fra i 16 e i 25 anni, in dieci Paesi diversi.

  • Tre persone su quattro hanno dichiarato di immaginare un futuro spaventoso.
  • Il 59% si è detto molto o estremamente preoccupato per il cambiamento climatico.
  • Il 45% ha riferito che i pensieri sul clima incidevano sulla vita di tutti i giorni.

Nelle conseguenze indicate compaiono rabbia, tristezza e senso di impotenza.

La funzione dell’ecoansia

L’ecoansia può avere una funzione utile perché segnala la percezione di un pericolo reale e può spingere a reagire. La ricerca ha raccolto le dichiarazioni di persone fra i 16 e i 25 anni in dieci Paesi, comprese quelle sul futuro immaginato e sulla preoccupazione per il cambiamento climatico.

Rabbia, tristezza e senso di impotenza rientrano tra le conseguenze indicate dei pensieri legati al clima sulla vita quotidiana.

Le azioni indicate per affrontare l’ecoansia

Fra le azioni proposte figurano l’informazione attraverso fonti affidabili, il confronto sulle proprie paure e la trasformazione del senso di impotenza in azioni concrete. Agire insieme ad altre persone può restituire l’idea di poter incidere almeno su una parte del problema climatico.

Il ricorso a un professionista

Quando ansia, insonnia o pensieri legati al clima compromettono seriamente la vita quotidiana, l’indicazione è parlarne con uno psicologo o uno psicoterapeuta.

La dichiarazione di George Clooney a Venezia

Nel quadro delle notizie riportate figura anche la dichiarazione di George Clooney sulla Mostra del Cinema di Venezia, definita dall’attore il suo festival preferito, insieme al riferimento al Leone d’Oro.

«Ho vissuto tantissimi momenti straordinari a Venezia. La Mostra è senza dubbio il mio festival preferito, e ricevere il Leone d’Oro è un onore immenso. Probabilmente significa anche che sto invecchiando, ma va bene così». — George Clooney

Le fonti disponibili non descrivono il biophilic design né spiegano il suo rapporto con l’ecoansia o con la riduzione dell’ansia climatica.


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