ECONOMIA: BCE

Il timore che l’inflazione possa restare sopra il 2%, obiettivo flessibile della Banca centrale europea, si è fatto strada nell’ultima riunione dell’Eurotower. Insieme alle divisioni tra “falchi” e “colombe” su come rimodulare il programma di acquisti che ha assicurato la stabilità dei mercati finanziari, anzi la loro galoppata nonostante la pandemia. Nel giorno in cui Eurostat ha confermato che l’inflazione dell’area con la moneta unica si è attestata al record del 5% a novembre, dai verbali pubblicati da Francoforte emerge che l’andamento dei prezzi nell’area euro, nello scenario di base, nel 2023 e 2024 “è già relativamente vicina al 2%, e considerando i rischi al rialzo della previsione potrebbe facilmente risultare superiore al 2%”. La presidente Christine Lagarde, nella conferenza stampa successiva a quel meeting, aveva indicato la previsione di un’inflazione in rallentamento all’1,8% nel 2023 e 2024, spiegando che “c’è forse un rischio al rialzo, ma credo che lo staff, nel fare le previsioni, abbia in particolare anticipato un impatto sui salari”.

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