ECONOMIA: CONFINDUSTRIA
Confindustria vede un paio di trimestri in negativo per l’economia italiana, che flirta così con la recessione tecnica a causa delle ricadute della guerra in Ucraina. In uno scenario in cui “la durata della guerra è una variabile cruciale”, ed ipotizzando che da luglio finisca o si riducano incertezza e tensioni, il Centro studi di Confindustria stima una crescita del Pil 2022 tagliata a +1,9% “con un’ampia revisione al ribasso (-2,2 punti)” rispetto alle stime dello scorso ottobre “quando tutti i previsori erano concordi su un +4%”.
Considerando il +2,3% di crescita acquisita per “l’ottimo rimbalzo dell’anno scorso” l’Italia “entrerebbe così in una recessione tecnica seppur di dimensioni limitate”. Il governo, che la prossima settimana lavorerà al Documento di economia e finanza, sarebbe orientato a indicare una crescita intorno al 2,8%. Ne ha indirettamente parlato il ministro dell’Economia, Daniele Franco, al Workshop Ambrosetti di Cernobbio: “Noi usciremo come governo nel Documento di economia e finanza con una previsione cauta sul Pil, perché c’è grandissima incertezza. Come l’anno scorso è meglio essere smentiti per essere stati pessimisti piuttosto che troppo ottimisti”, ha aggiunto ricordando che la strada maestra resta la riduzione del deficit: “Dobbiamo stare su sentieri di riduzione anche per i prossimi anni”.
