La Russia lo sa bene e infatti ha precisato, attraverso il portavoce del Cremlino – Dmitry Peskov – che potrebbe in teoria trovarsi in default, ma questa sarebbe una situazione artificiale: non ci sono motivi per un vero default, ha affermato il portavoce citato da Reuters, aggiungendo che la Russia ha tutti i fondi necessari per onorare i propri obblighi, ma continuerà a rimborsare il proprio debito estero in rubli mentre le sue riserve valutarie rimarranno bloccate dalle sanzioni occidentali.

Nella fattispecie, secondo Mosca, sono stati inviati i pagamenti delle cedole in biglietti verdi per gli Eurobond denominati in dollari, con scadenze previste questo mese e nell’aprile del 2042, ma sono stati rifiutati. Di conseguenza, “si è dovuto ricorrere a un’istituzione finanziaria russa per effettuare i pagamenti necessari”. I pagamenti sono stati quindi effettuati nella valuta della Federazione Russa.

La dinamica, visto che il pagamento risale al 4 aprile, sembra una diretta conseguenza del provvedimento che il Tesoro americano ha emanato quello stesso giorno e che ha impedito al governo di Mosca di pagare le obbligazioni ricorrendo ai conti correnti sulle banche statunitensi.

Lascia un commento