Gros-Pietro: patti non onorati su 10 miliardi alle banche
A Torino Gros-Pietro attacca la nuova richiesta al settore finanziario: l’intesa da 10 miliardi, dice, non può essere rifatta allo stesso modo.
Il dibattito economico all’Auditorium di Intesa Sanpaolo. Foto: Repubblica — Intesa Sanpaolo, il presidente Gros-Pietro accusa il governo:“Con le banche patti non onorati” - la Repubblica (https://www.repubblica.it/economia/2026/10/25/news/intesa_sanpaolo_gros-pietro_accusa_il_governocon_le_banche_patti_non_onorati-425673359/)
Foto: Repubblica — Intesa Sanpaolo, il presidente Gros-Pietro accusa il governo:“Con le banche patti non onorati” – la Repubblica repubblica.it
Gian Maria Gros-Pietro, presidente di Intesa Sanpaolo, ha contestato la nuova richiesta del governo di un contributo straordinario al settore finanziario per la legge di bilancio. Secondo la Repubblica, l’intervento si è svolto domenica 25 ottobre 2026 a Torino, nell’Auditorium di Intesa Sanpaolo, durante il Festival Internazionale dell’Economia.
Nel dibattito dedicato al ruolo sociale delle banche, Gros-Pietro ha messo in discussione la tenuta dell’intesa precedente e le modalità con cui potrebbe essere costruito un nuovo accordo.
La critica all’accordo con il governo
Il presidente di Intesa Sanpaolo ha sostenuto che l’accordo stipulato con il governo non abbia retto nemmeno dopo il primo anno. Nelle sue parole, il nodo riguarda sia il rispetto dei patti sia la responsabilità verso gli azionisti delle società per azioni, cui appartengono i profitti.
«Abbiamo fatto un accordo con un contraente che non rispetta i patti, disponendo di danaro che non è nostro, perché in tutte le società per azioni i profitti sono degli azionisti. E quindi non possiamo rifare un contratto con le stesse modalità, gli azionisti ci farebbero una class action». — Gian Maria Gros-Pietro
Gros-Pietro ha quindi escluso di poter riproporre un contratto con le stesse modalità, richiamando il possibile ricorso degli azionisti a una class action. Ha aggiunto che le banche avrebbero preferito offrire il contributo per un anno, mentre il governo avrebbe insistito per una durata triennale: «È passato un anno e già l’accordo non funziona più».
I 10 miliardi dell’intesa precedente
L’accordo raggiunto l’anno precedente prevedeva un contributo complessivo di circa 10 miliardi di euro, distribuito in tre anni. Tra le misure figuravano il rinvio della deducibilità di alcune componenti fiscali e la liberazione di riserve di capitale.
- Contributo complessivo: circa 10 miliardi di euro.
- Durata prevista: tre anni.
- Misure indicate: rinvio di deducibilità fiscale e liberazione di riserve di capitale.
Nel Documento programmatico di bilancio sono invece indicate risorse per 5 miliardi di euro dal settore finanziario destinate alla manovra. Il documento non specificava gli strumenti per raccoglierle né la ripartizione tra banche, assicurazioni e altri soggetti.
Disponibilità condizionata a nuove basi
Pur criticando l’intesa, Gros-Pietro ha riconosciuto che il governo «ha fatto molto» ed è arrivato vicino all’uscita dalla situazione di deficit eccessivo. Ha dichiarato la disponibilità a fare tutto il possibile per aiutare, chiedendo però una base diversa, priva dell’«inconsistenza dell’accordo precedente».
La posizione espressa a Torino lega dunque un eventuale nuovo contributo al superamento delle condizioni che, secondo il presidente di Intesa Sanpaolo, hanno reso fragile l’accordo già sottoscritto.
La risposta di Padoan e il tema delle aggregazioni
All’incontro era presente anche Pier Carlo Padoan, presidente di UniCredit. Alla domanda sul contributo alla manovra ha risposto semplicemente: «no».
Padoan ha richiamato il rischio per la sopravvivenza a lungo termine delle banche davanti alle Big Tech e ha definito «indispensabili» le aggregazioni bancarie, per sfruttare le economie di scala. Sul ruolo sociale del settore, Gros-Pietro ha infine collegato l’educazione finanziaria alla possibilità di «valutare con maggiore profondità le proposte che vengono fatte dai partiti politici».

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