Lazio, Riesame conferma il sequestro dei dispositivi elettronici
Sequestro dispositivi Lazio: il Tribunale del Riesame di Roma lo conferma nell’inchiesta sulle presunte notizie false e sul titolo biancoceleste della società.
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Secondo RaiNews, il Tribunale del Riesame di Roma ha confermato il sequestro dei dispositivi elettronici nell’inchiesta sulla presunta diffusione di notizie false finalizzate a influenzare l’andamento delle azioni della Lazio. Il sequestro del materiale elettronico resta valido dopo la decisione del Riesame.
Il procedimento è seguito dalla Procura di Roma e riguarda informazioni che, nell’ipotesi accusatoria, sarebbero state diffuse con l’obiettivo di incidere sul valore del titolo della società biancoceleste.
La decisione sul sequestro dei dispositivi
La conferma riguarda dispositivi elettronici ritenuti utili per gli accertamenti in corso nell’ambito dell’indagine capitolina.
Il materiale informatico acquisito dai carabinieri del Nucleo investigativo è ritenuto utile per gli accertamenti in corso. La decisione del Tribunale del Riesame di Roma mantiene quindi valido il sequestro sui dispositivi raccolti durante le operazioni.
L’inchiesta sulle presunte notizie false
Al centro del procedimento c’è la presunta diffusione di notizie false, indicata come funzionale a influenzare l’andamento delle azioni della Lazio. L’ipotesi accusatoria è che gli indagati abbiano agito per provocare una significativa alterazione del valore del titolo della società.
Secondo RaiNews, il procedimento della Procura di Roma riguarda proprio la diffusione di informazioni che avrebbero dovuto incidere sulle azioni della società biancoceleste. L’alterazione significativa del valore del titolo costituisce il risultato ipotizzato nell’accusa.
Le perquisizioni eseguite il 15 settembre
Le perquisizioni erano state eseguite il 15 settembre, su disposizione dei magistrati dell’Antimafia di Roma. A svolgere le operazioni erano stati i carabinieri del Nucleo investigativo, che avevano acquisito il materiale informatico poi sottoposto al vaglio del Riesame.
L’attività disposta dai magistrati dell’Antimafia di Roma aveva portato all’acquisizione del materiale informatico da parte dei carabinieri del Nucleo investigativo.
- Le perquisizioni sono state disposte dai magistrati dell’Antimafia di Roma.
- I carabinieri del Nucleo investigativo hanno acquisito il materiale informatico.
- Il Tribunale del Riesame di Roma ha confermato il sequestro.
Gli indagati nel procedimento
Tra gli indagati figurano Mauro Masi, presidente della Banca del Fucino, Francesco Maiolini, amministratore delegato dell’istituto, e Luigi Bisignani.
Masi e Maiolini vengono indicati con i rispettivi incarichi nella Banca del Fucino, mentre Bisignani figura tra le persone indagate nel procedimento. L’inchiesta è della Procura di Roma e riguarda la presunta influenza sul valore del titolo della Lazio.
Il materiale resta sequestrato
Il materiale elettronico resta sequestrato ed è ritenuto utile per gli accertamenti in corso.

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